Sanità, si amplia la forbice negli stipendi tra vertici e base

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 27 marzo 2015 – In questi giorni le aziende sanitarie marchgiane stanno pubblicando i compensi per l’anno 2014 dei dipendenti che occupano i ruoli apicali.

Sono circa quattrocento dirigenti (medici compresi, ovviamente) dell’Area Vasta 1 di Pesaro-Urbino dei quali sono stati resi noti gli emolumenti, poche decine in meno quelli in forze all’Azienda Marche Ospedaliera Nord. Molti dei quali hanno redditi lordi annui superiori ai centomila euro.

Stando ai dati, si è ampliata la forbice salariale fra ciò che percepisce un dirigente e la busta paga di un lavoratore di base che opera nella medesima organizzazione, spesso assunto attraverso cooperative sociali.

La denuncia è di Laura Biagiotti, segretaria generale Funzione Pubblica Uil Pesaro-Urbino: «La realtà del lavoro nella sanità provinciale oggi è fatta di una base molto ampia costituita dai lavoratori interinali e dai dipendenti delle cooperative, con retribuzioni mensili medie che vanno da 480 a 720 euro lordi, tutt’al più arrotondabili con gli straordinari – afferma la segretaria Uil –. E un vertice molto sottile di dirigenti con retribuzioni medie di 60mila euro, con punte che raggiungono anche i 480mila euro. In mezzo, sorprendentemente, c’è poco».

Biagiotti poi spiega che «le politiche di austerità stanno portando a dismettere ogni sistema pubblico di protezione sociale, con la conseguente cessione di servizi ad aziende private o cooperative in concorrenza fra loro per accaparrarsi appalti al massimo ribasso. Le gare non riguardano più soltanto i servizi non sanitari come pulizie, ristorazione collettiva, manutenzione ma anche una fetta consistente dei servizi alla persona».

«La conseguenza è che, nello stesso posto di lavoro, a volte anche con mansioni sovrapponibili, ci possono essere dipendenti pubblici, di cooperative e delle agenzie interinali con forme di assunzione e contratti diversi. La differenza di retribuzione tra pubblico e privato, a parità di mansioni, può arrivare al 25 o 30 per cento».

Considerazione finale: «Se le retribuzioni dei nuovi dipendenti protagonisti di queste gare nelle strutture sanitarie pubbliche si aggirano sui 6 euro lordi l’ora, e il lavoro settimanale medio va dalle 20 ore alle 30 ore, questi stipendi sono la testimonianza di una vera difficoltà economica o forse dimostrano che si può vivere con poco?».



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