Santori scrive a Renzi: “La rottura con la Russia devastante per il Fermano”

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Fermo, 4 settembre 2014 – Allerta Russia per il distretto calzaturiero fermano. I risultati minori rispetto alle attese conseguiti al Micam rischiano di essere poco dannosi se paragonati alle conseguenze che potrebbero arrecare al nostro sistema produttivo provinciale la rottura definitiva dei rapporti tra Usa e UE con la Russia, per via della situazione in Ucraina.

Come annunciato l’altro ieri a Milano, il presidente di Confindustria Fermo, Andrea Santori, ha immediatamente scritto al premier Matteo Renzi, inviando per conoscenza la lettera anche al ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi. Il numero uno degli industriali della nostra provincia ricorda ai due autorevoli esponenti del governo italiano che il Fermano, con il distretto calzaturiero e del cappello, si regge da tempo soprattutto grazie alle esportazioni mei mercati del quadrante Est dell’Europa, diventati strategici per tutto il settore moda.

Il ricorso alle armi in Ucraina, le minacce di embargo americane ed europee e le paventate misure di rivalsa russe tengono in ansia i calzaturieri. Perchè qui non si tratratta più di minori ordini che possono arrivare da Russia e Ucraina, ma c’è il rischio di un blocco commerciale completo con quelle zone, in particolare con il primo Paese. «Non entro nel merito circa l’opportunità o meno di adottare provvedimenti in campo economico – scrive Santori a Renzi e Guidi – nemmeno discuto dell’opportunità di adoperare misure restrittive che spesso danneggiano però chi non è per nulla responsabile dei comportamenti dei propri governanti, come la popolazione civile e gli operatori commerciali. Continuo a considerare il primato della diplomazia e della negoziazione tra stati e temo che soluzioni prospettate di interruzione dei rapporti commerciali con Russia o Ucraina (o da parte loro) darebbero luogo a effetti devastanti per l’intero comparto della calzatura».

Santori nella sua lettera cerca di far comprendere al primo ministro e alla responsabile del dicastero dello Sviluppo economico che non tremano solo alcuni imprenditori, che hanno in essere affari commerciali con la Russia, ma si corre il rischio di «depauperare un intero sistema produttivo, con conseguenze immaginabili anche nel campo sociale, di cui questo costituisce alimentazione e motore». 

Per tutte queste ragioni, Santori rivolge a Renzi e alla Guidi un vero e proprio appello accorato: «Chiedo a voi, persone attente alle istanze delle imprese, che sapete ascoltare e rispondere, di tenere conto della forte preoccupazione delle imprese che operano nell’area Russia-Ucraina e di adoperarvi, per quanto nelle vostre possibilità, affinché vengano scongiurate misure che nuocerebbero a un sistema produttivo già provato da una crisi prolungata e con numerosi gravi approfondimenti».
La situazione è complessa, i risvolti e le possibili conseguenze sono di dimensioni continentali, ma i calzaturieri chiedono a Renzi di tenere conto anche del Fermano, che è sì un territorio piccolo, ma che potrebbe subire ripercussioni proporzionalmente molto più grandi di altre zone italiane.



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