Scarti di lavorazione in fiamme: i pompieri salvano il calzaturificio

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Belmonte Piceno, 11 marzo 2015 – Vanno a fuoco scarti di lavorazione in un calzaturificio a Belmonte Piceno: tanta apprensione per i circa 30 operai, ma l’intervento dei vigili del fuoco di Fermo limita i danni al solo impianto di aspirazione. Erano circa le 11, ieri, quando un fumo denso ha iniziato ad invadere i locali della linea di produzione del calzaturificio Giusy srl, in via Castellarso Tenna, a Belmonte Piceno. I dipendenti del calzaturificio, una trentina, hanno impiegato pochi secondi per capire che cosa stava accadendo. Infatti l’impianto di aspirazione posto sul lato esterno della struttura aveva iniziato a prendere fuoco.

Mentre alcuni operai si sono immediatamente attaccati al cellulare per chiedere l’intervento dei vigili del fuoco di Fermo, altri sono corsi a prendere gli estintori nel tentativo di spegnere o arginare in qualche modo le fiamme e il fumo ed evitare danni più consistenti. In pochi minuti sono giunti sul posto tre mezzi e due equipaggi dei vigili del fuoco di Fermo, che hanno prima invitato i dipendenti della struttura ad allontanarsi, poi hanno spento l’incendio e ripristinato le condizioni di sicurezza. Già alle 12.15 tutto era tornato alla normalità.

Stando ad una prima ricostruzione dei fatti, l’incendio è stato innescato dal materiale di scarto delle tomaie. Una polvere sottile e molto calda che viene aspirata da un potente impianto disposto al di sopra delle postazioni di lavoro e poi trasportata attraverso delle condotte forzate dentro dei cesti posti esternamente alla struttura, dove gli scarti sono accumulati e quindi smaltiti. Proprio le alte temperature delle polveri e qualche piccola scintilla, effetto dello sfregamento di parti metalliche come i piccoli chiodi utilizzati per fissare le varie parti delle calzature durante la lavorazione, hanno innescato l’incendio, che in pochi secondi ha invaso la parte esterna del condotto di aspirazione, facendo propagare il fumo anche all’interno dell’impianto. Fortunatamente il tempestivo intervento dei vigili del fuoco ha evitato che la situazione degenerasse. Infatti non c’è stato alcun ferito e nessuno ha lamentato difficoltà respiratorie dovute all’inalazione di fumo. Il danno è stato consistente: oltre ai 10mila euro necessari ad acquistare ed installare un nuovo impianto di aspirazione, il problema più rilevante riguarda il fatto che la linea produttiva è rimasta bloccata per circa 36 ore. Infatti, dopo un sopralluogo dei tecnici, è stato approntato un sistema alternativo di areazione, in attesa che sia installata una nuova macchina. La linea di produzione riprenderà già oggi pomeriggio.

Alessio Carassai



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