Scatta la legge anti-pensionati: Mariotti dovrebbe lasciare il Rof

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Pesaro, 15 ottobre 2014 – Il decreto è stato convertito in legge in pieno agosto, ma gli effetti sono diventati evidenti solo alla fine delle ferie. Evidenti e per qualche verso devastanti. Chi avrebbe mai pensato di mettere in dubbio il ruolo di Gianfranco Mariotti come sovrintendente del Rossini Opera Festival? Un incarico formalmente triennale, ma nei fatti “a vita”, essendo stato il ginecologo, ex-assessore alla Cultura, il creatore, fondatore e deus ex machina del festival rossiniano. Ebbene secondo il famoso decreto 90/2014 Gianfranco Mariotti, in scadenza a dicembre di quest’anno, non potrebbe più essere nominato sovrintendente.

O meglio, potrebbe farlo per un altro anno ma solo a titolo gratuito. La sua attività “professionale”, che nell’anno in corso gli è valsa uno stipendio lordo di 119 mila euro, non può essere prorogata. E anche quella volontaria e gratuita può durare un solo anno.

E perché mai? Vi chiederete voi. Proprio per la legge intitolata «Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari». Dove, nell’articolo 6, è scritto chiaramente che gli enti pubblici, ministeri compresi, non possono dare incarichi e consulenze «a lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza». Ma non è finita. Agli stessi enti (comprese anche le autorità dipendenti come la Consob) «è fatto divieto di conferire ai medesimi soggetti (alias pensionati) incarichi dirigenziali o direttivi o cariche in organi di governo delle amministrazioni (…) e degli enti e società da essi controllati», con l’eccezione di incarichi elettivi. I pensionati possono ricoprire questi incarichi gratuitamente, ma solo per un anno.

Una sorta di rivoluzione copernicana, che il governo Renzi ha piazzato sugli alcazar del potere costituito nazionale. Con l’avvertenza che la norma riguarda le nomine a venire e non gli incarichi attualmente in corso. Ma comunque di rivoluzione si tratta. Anche perché il decreto va a incidere su una precedente norma del 2012 che proibiva, sostanzialmente, ad un ente di dare incarichi e consulenze ai suoi dirigenti andati in pensione. Adesso la proibizione vale per tutti i pensionati, nessuno escluso. Altro che doppio lavoro.

Tra l’altro la legge riporta chiaramente l’elenco degli enti interessati a diventare “off limits” per i pensionati. E dentro ci sono poltrone importantissime ed incarichi d’oro. Basti pensare alle Agenzie dell’Entrate e del demanio, per proseguire con Enit ed agenzie ministerali. E poi tutte le autorità indipendenti, diventate terreno di caccia per i grandi burocrati pensionati. E ancora: tutto lo sport italiano, dal Coni alle federazioni comprese (sarebbe bello verificare, ad esempio, se Gianni Petrucci di Federbasket sia un pensionato). Fino all’Agenzia dello Spazio e tutte le fondazioni liriche e teatrali nazionali.

Proprio in questo ambito rientrano i casi pesaresi. Dal Rossini Opera Festival, che è una fondazione, fino all’Ente Oliveri (biblioteca e museo). Dove, ad esempio, il direttore Marcello Di Bella si è dimesso in questi ultimi giorni per altre ragioni. Ma, essendo in pensione da dirigente di enti locali, non avrebbe potuto essere confermato da gennaio 2015. E se è vero che l’Oliveriana ha problemi di bilancio, ben più complicata appare la questione di Gianfranco Mariotti e del Rof, anche se il consiglio di amministrazione, presieduto dal sindaco “renziano” Matteo Ricci sta cercando di trovare una soluzione per non perdere Mariotti.

Ma i due casi “intellettuali” che fanno esplodere la norma anti-pensionati sono solo l’inizio. Negli enti interessati ci sono anche Regione, Provincia, Comuni, Camere di Commercio, enti vari, società e tanto altro ancora…



 

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