"Sciopero violato alla Saipem". Le foto della protesta

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Fano (Pesaro e Urbino), 23 marzo 2016 - Al danno, la beffa. “E’ una grave violazione della legge” denunciano i sindacati. E’ stato infatti ‘forzato’ il picchetto dei lavoratori della mensa Saipem (foto) di Fano, che ieri mattina scioperavano non solo contro la riduzione delle ore (“decisa unilateralmente dalla ditta che si è recentemente aggiudicata l’appalto della ristorazione fanese per il colosso Eni”), ma anche contro le due lettere di trasferimento inviate ad altrettante dipendenti che sono così state così spedite a lavorare l’una nella sede di Bologna e l’altra in quella di Taranto.

Erano in 18 le dipendenti Compass che hanno manifestato assieme ai sindacati Filcams Cgil e Uiltucs Uil. Tra di esse anche la mamma di un ragazzino portatore d’handicap, proprio la donna trasferita a Taranto in barba alla legge 104. Solo le 2 dipendenti con mansioni di ufficio non hanno aderito allo sciopero. Ma accanto a loro due sono entrate altre 12 persone, nuove, chiamate per svolgere il servizio in refettorio mentre le titolari incrociavano le braccia: 9 dipendenti Compass di altre sedi e 3 lavoratori interinali trovati tramite la MenPower.

“Durante lo sciopero e il presidio dei dipendenti della Compass Group che a ottobre 2015 si è aggiudicata l’appalto per il servizio ristorazione della Saipem, sono entrate alla spicciolata 12 persone, tra la rabbia di chi stava scioperando e manifestando davanti ai cancelli della sede di Bellocchi, in via Toniolo – denuncia Roberto Fiscaletti della Ficlams Cgil -. Il servizio mensa ha così funzionato ugualmente, perché queste persone sono stati chiamate a sostituire i colleghi sia da altri siti della multinazionale, sia da una agenzie interinale”.

“Siamo indignati – aggiunge la collega sindacalista Barbara Lucchi -. Il comportamento della Compass è gravissimo: viola il diritto di sciopero e dimostra il totale disinteresse nei confronti dei lavoratori e della loro dignità. Conosciamo bene quanto forti possano essere le pressioni esercitate dall’azienda sulla parte più debole. Questo non ci esime dallo stigmatizzare il comportamento antisindacale della Compass, che si fa beffe dei lavoratori e delle leggi”.

Ufficialmente è “la riduzione del numero dei pasti” il motivo dei trasferimenti e della riduzione delle ore di lavoro operata da Compass. Per i sindacati il problema vero è invece quello degli appalti al massimo ribasso: “chi paga il conto sono sempre i lavoratori e la qualità dei servizi”. Per questo il 30 marzo Filcams e Uiltucs replicano lo sciopero.

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