Scogliere blindate, scatta l’esposto al Ministero

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civtianova Marche (Macerata), 21 aprile 2015 - Viola la Costituzione italiana l’ordinanza della Capitaneria che impedisce l’accesso alle scogliere del porto. Ne è convinto Giorgio Medori, ingegnere civitanovese, che per chiederne l’annullamento ha firmato un esposto al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, al Comando Generale delle Capitanerie di Porto di Roma, alla Direzione Marittima di Ancona, all’Ufficio Circondariale Marittimo di Civitanova e per conoscenza al sindaco. Sostiene Medori che il divieto cozzi con la Costituzione, perché limita la libertà individuale. «Palese – scrive – l’abuso di potere e l’arbitraria interpretazione delle leggi nelle ordinanze 11/2015 e 61/2011 della Capitaneria di Civitanova».

Articolata la sua contestazione alla politica dei divieti inasprita dal comandante Michele Grottoli, finito nel tritacarne di una protesta organizzata dai pescatori sportivi a cui decine di cittadini hanno partecipato. Le ordinanze sul regolamento del porto stabiliscono che chi entra nell’area operativa lo fa a suo rischio e pericolo, assumendosi la responsabilità. E vietano l’accesso alle scogliere, anche in questo caso puntualizzando che chi vi accede per passeggiare, pescare, scattare una foto, rischia sanzioni e lo fa a proprio rischio e pericolo.

Tutte le scogliere sono perciò diventate off-limits e per Medori tutto ciò contrasta con la Costituzione e la libertà. Cita l’articolo 16, parte I, e l’articolo 120 (parte II, Titolo V) la cui sostanza è che non si possono adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone. «Ora – osserva – non si capisce quale pericolo grave si affronti nell’utilizzo per fini ricreativi delle scogliere che da decenni hanno ospitato civitanovesi e turisti. La limitazione della libertà individuale in termini di sicurezza personale al cittadino pedone con la proibizione dell’uso delle scogliere per fini turistico ricreativi, pesca sportiva verso il mare aperto, risulta sanzionabile per eccesso di potere nei presupposti di fatto e di diritto. Infatti risulta chiaro, come recita la stessa ordinanza, che chiunque vi acceda lo fa a proprio rischio e pericolo e non può essere sanzionato come chiunque acceda alle nostre montagne, laghi, fiumi».



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