Scontro fra tornado: “Solo otto secondi hanno evitato una strage in città”

Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Ascoli, 21 agosto 2014 – UNA STRAGE sfiorata: solo sei chilometri e pochi secondi hanno evitato che lo scontro tra i due tornado avvenisse sopra Piazza del Popolo. «Ci ha salvato Sant’Emidio» è il commento laconico del sindaco Castelli. Potrebbe sembrare solo una battuta ma in città in tanti la pensano così. Il patrono che ha protetto dai terremoti ha anche evitato che quello scontro in cielo si trasformasse in un inferno in terra. Calcolando la distanza, l’impatto è avvenuto a quasi sei chilometri da Piazza del Popolo e solo una manciata di secondi (8,9) ha evitato che i caccia si schiantasserio nel cuore di Ascoli.
Le macerie fumanti, i frammenti dei due aerei veloci e affusolati adesso sono sparsi in un raggio di 46 ettari tra Mozzano e alcune frazioni di Venarotta e Roccafluvione.
Il giorno dopo l’incidente inizia presto, all’alba. Ricerche a tappeto nei boschi e nelle campagne di Casamurana e Tronzano. Si lavora in gruppo con uno spiegamento di quasi 160 persone. Partecipano tutti i corpi militari ed i gruppi specializzati nelle battute in zone impervie come quella del disastro. Caldo e fiamme non abbandonano chi lavora nelle frazioni di Venarotta per ritrovare i dispersi. Due sono i corpi che vengono avvistati e recuperati a Bosco di Casiglione e a Castiglione. Appartengono a due uomini e si ipotizzano che siano i componenti dell’equipaggio di uno dei due caccia: si tratterrebe dell’addetto alla guida del velivolo, e il navigatore, che si occupa del funzionamento generale dell’apparecchio più che della rotta. Ma al momento non c’è ancora nessuna identificazione ufficiale. La sera arriva e le ricerche proseguono, a ranghi ridotti e con attrezzature speciali, anche con l’oscurità.
Si cerca, si scruta e l’aria immobile fa ripensare a quella vampata di calore che ha seguito lo scontro ed il boato. Caldo e frastuono assordante, così ricordsano il momento dell’incidente i residenti di queste case che hanno visto alzarsi la nuvola di fumo proprio sopra la loro testa. Paura mista a curiosità per quel fuoco che si è acceso in cielo e che poi è precipitato a terra con il carico di morte e distruzione. «Ascoli si è davvero salvata — commenta il sindaco Castelli all’uscita di una riunione di Prefettura con tutte le forze che partecipano alle ricerche —. Se i Tornado fossero caduti in città o nelle frazioni sarebbe stata una strage».

E Casamurana è il nucleo più vicino al disastro: case appoggiate sulle colline che sono popolate anche di costruzioni isolate. Poi c’è Mozzano che è una delle frazioni popolose di Ascoli: anche qui tutti ricordano e tutti ritornano col pensiero a quegli attimi di fumo e fiamme.
In serata arriva in città anche il Capo di Stato Maggiore, il Generale di squadra aerea Pasquale Preziosa, per partecipare ad una riunione in Prefettura. Ringrazia tutti per il lavoro svolto e sottolinea che l’Aeronautica cercherà senza sosta i corpi di questi ragazzi. L’obbligo morale è quello di dare alle loro famiglie una lapide dove lasciare un fiore. 
I resti dei piloti sono stati trasferito all’obitorio del Mazzoni mentre i frammenti dei caccia sono a disposizione dei magistrati in un capannone alle porte di Ascoli. Le scatole nere non sono state ancora trovate e gli inquirenti sperano di avere da queste apparecchiature le informazioni utili per capire cosa abbia potuto provocare l’incidente. «Durante la guerra del Golfo abbiamo perso un solo aereo e salvato l’equipaggio — ha detto Preziosa —: per noi è assurdo pensare che in tempo di pace, durante un’esercitazione, sono stati distrutti due caccia e perso 4 dei nostri migliori piloti. Si tratta di un incidente davvero inspiegabile».



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