“Seccato da urla ed espressioni colorite, il parroco caccia i nostri bambini dall’oratorio”

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Montegranaro (Fermo), 1 ottobre 2014 – C’erano una volta i campetti della parrocchia, dove i giovani trascorrevano il tempo libero. Ma non è più così da molto tempo nella parrocchia San Liborio, dove i campetti di basket e di calcio (ci sono anche le gance di bocce per gli anziani) sono fatti usare dai ragazzini con il contagocce, secondo alcuni genitori, nonostante la comunità dei fedeli abbia dato un valido contributo per realizzarli.

Inizialmente l’uso era consentito dal lunedì al venerdì, in determinati orari, e non oltre; poi le regole si sono fatte più restrittive e per accedere ai campetti bisogna chiedere la chiave al parroco don Romano o a qualche delegato. Ogni tanto i campetti rimangono aperti, i bambini del quartiere ne approfittano per qualche partitella, finché non sono redarguiti dal parroco, che li fa uscire e chiude il cancello. Fermo restando il rispetto per il ruolo che riveste don Romano, l’aria nel quartiere si è fatta via via più pesante.

Il video che sta imperversando su Facebook è tristemente eloquente del rapporto che c’è tra parroco e parrocchiani: viene ripresa una scena affatto nuova per i residenti, che dicono di averne vissute parecchie di simili: i ragazzini allontanati dal campetto, don Romano che chiude a chiave il cancello, mentre ha un ‘vivace’ scambio di idee con un genitore. Raggiunto al telefono per conoscere la sua versione dell’accaduto, don Romano ha preferito non rilasciare dichiarazioni e ha interrotto la telefonata.

I parrocchiani raccontano di aver contribuito a realizzare i due campetti da gioco. «In quello di calcetto, poiché non era mai utilizzato, le erbacce erano alte anche mezzo metro — dicono —. Un peccato, anche perché, non avendo altri spazi, i ragazzi giocano di fianco alla strada ed è molto pericoloso». Come mai questa avversione? «Al parroco darebbe fastidio che i nostri figli urlino, usando espressioni colorite mentre giocano». Di tutto ciò è stata informata anche la diocesi di Fermo.



 

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