Seicentosettanta firme contro Violata “Rimuovete quella statua”


FONTE IL RESTO DEL CARLINO

I promotori: bisogna collocarla in una sede più idonea ad ospitarla eliminando qualsiasi riferimento alla violenza di genere. L’associazione ‘Free Woman’ e la cooperativa ‘La gemma: l’opera è inutile se non dannosa
Il "lato B" della statua dedicata alle donne di Floriano Ippoliti

Il “lato B” della statua dedicata alle donne di Floriano Ippoliti

Ancona– La statua ‘Violata‘, dedicata dallo scultore Floriano Ippoliti alle donne vittime di violenze e collocata nel centro di Ancona, continua ad alimentare polemiche. Cristiana Babino e Alessandra Carnaroli hanno promosso una petizione per rimuoverla, raccogliendo sinora 670 firme, tra cui figurerebbero anche “Importanti nomi della cultura, dell’arte e della comunicazione”. Senza entrare nel merito del valore estetico dell’opera, nè ‘’censurarla’’, i firmatari chiedono ‘’l’immediata rimozione della scultura e la sua collocazione in una sede (anche museale) più idonea a ospitarla, eliminando contestualmente qualsiasi riferimento alla violenza di genere’’. Infatti, a loro giudizio, l’opera, ‘’finanziata anche con fondi pubblici regionali, risulta di evidente inefficacia nel trasmettere il messaggio di denuncia e lotta alla violenza contro le donne’’. Con ‘’l’allusione allo stupro – si legge nella petizione inviata alla Commissione Pari Opportunità della Regione Marche – comunemente e superficialmente ritenuto l’unica forma di violenza esistente’’ si ottiene ‘’un risultato del tutto opposto alle aspettative, quasi un celebrazione dello stereotipo fisico e culturale della donna come ‘preda’’’, trascurando ‘’le violenze psicologiche, fisiche ed economiche che rappresentano la maggior parte dei fenomeni di violenza subiti dalle donne’’. Di segno leggermente diverso l’intervento  dell’associazione ‘Free Woman’, impegnata da più di dieci anni nella prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili tra le persone che si prostituiscono e nell’aiuto a chi si sottrae allo sfruttamento sessuale, e della cooperativa sociale ‘La gemma’, che da 13 anni si occupa delle donne vittime di violenza e dei loro figli minori. Da loro il riconoscimento alla Commissione regionale per le Pari Opportunità del “coraggio di prendere un’iniziativa in tal senso”. ‘Free Woman’ e ‘La gemma’ si rammaricano per il fatto che un’opera come ‘Violata’ abbia diviso anziché unire, eppure trovano la ragione di ciò nella mancata consultazione “di chi si occupa di cultura e arte visiva e di chi opera nel sociale. E concludono: “A noi quella statua, se l’intenzione è quella di sensibilizzare su un tema così delicato, sembra inutile se non dannosa

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