Seimila euro di multa, la rabbia di Ario Costa

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Pesaro, 11 novembre 2014 - E’ costata cara la prima vittoria alla Consultinvest: 6.000 euro di multa, affibbiati alla società pesarese dal giudice sportivo dopo aver letto il referto arbitrale. Tremila per «offese collettive frequenti del pubblico agli arbitri, lancio di oggetti non contundenti (palle di carta) collettivo, sporadico, senza colpire, e per lancio di sputi, collettivo e frequente, colpendo». Gli altri 3.000 perché, «in più occasioni, i tifosi rovesciavano i cartelloni pubblicitari posti sotto uno dei canestri e perché, a fine gara, un tifoso della squadra di casa si recava nel tunnel ed offendeva gli arbitri».

Il presidente Costa, che durante la partita è dovuto intervenire per ben due volte per correggere i clamorosi errori, prima del tavolo e poi dei direttori di gara – dunque in sostanza per far valere i propri diritti – non la manda giù.

«Faccio una premessa: è giusto che si paghino le scorrettezze ed è altrettanto giusto che chi è in campo, giocatori o arbitri che siano, venga tutelato. Detto questo, però, usiamo un po’ di buon senso, che io considero l’undicesimo comandamento – prosegue Ario -. Ci sono degli articoli, nel regolamento di giustizia, in cui sono elencate le varie situazioni e che gli arbitri applicano, anche se cade una sola pallina di carta sul parquet senza colpire nessuno, anche se vola nell’aria una sola parolaccia. Io credo che dovremmo rivederli questi articoli, perché portar via così i soldi a società che fanno sacrifici enormi per affrontare un campionato professionistico, nonostante la crisi economica imperante, non è tanto corretto. Per noi oggi seimila euro significano quasi due mensilità di stipendio per un giocatore: non siamo mucche da mungere».

Tolto il sassolino dalla scarpa, niente può togliergli però la soddisfazione per i primi due punti incasellati in classifica.

«La partita si era messa sul peggiore dei canali, ma nell’intervallo è scattata la molla: sentivo i ragazzi dire non è giusto che subìamo così, non ce lo meritiamo, per tutto il lavoro che facciamo in palestra, per il nostro impegno. Poi – aggiunge il presidente – quel canestro di Reddic segnato ampiamente prima dello scadere del tempo, che non ci volevano convalidare ha contribuito ad aumentare la rabbia. In quel momento sentivamo che tutto ci era contro, un po’ come se ti venissero a rubare in chiesa, ed allora è venuto fuori un furore agonistico che finora non avevamo mai avuto. Invece dovremmo averlo sempre, dentro, a spingerci, bisogna ricordarlo».

Il massimo dirigente biancorosso chiude poi con un elogio per coach Dell’Agnello, a cui spesso piovono critiche aspre dagli spalti: «Sandro è stato bravissimo a gestire le risorse che gli erano rimaste dopo l’espulsione di Ross, che si è sommata all’assenza di Crow. Ha vinto la partita con soli sette giocatori, guidando la difesa quasi come se fosse in campo. Diamogli merito».



 

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