Serrata al bar contro i nomadi: "Furti e danni, ci lascino lavorare"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova Marche (Macerata), 2 settembre 2015 – il Coffee Time, bar storico di viale Vittorio Veneto antistante la biblioteca comunale (ex Bar Tedesca), abbasserà le serrande. Lo farà per protesta per un paio d’ore, dalle 8 alle 10, e il motivo è quello di richiamare l’attenzione dei pubblici amministratori, delle autorità di polizia e dei vigili urbani, contro la sistematica invasione di nomadi, che a frotte entrano nel bar, ne combinano di tutti i colori, consumano e non pagano, sporcano, sputano e se ne vanno lasciando all’interno dell’esercizio il segno della devastazione. Non sono fatti di oggi né episodi sporadici, come racconta Paola Zengarini, barista alle dipendenze della ditta di Clarissa Mariani, che da pochi mesi ha rilevato l’esercizio. «Sono almeno una quindicina di giorni che puntuali, tra le 7 e le 8, provenienti dal vicino parco dell’ex Casa del Balilla, gruppi di zingari con frotte di bambini al seguito, vengono qui e ne combinano di tutti i colori», dice.

«E inutili sono tutti i tentativi di opporsi alla devastazione e alle ruberie. Ho chiamato i vigili urbani, ho provato con i carabinieri e anche con altre autorità di polizia, ma nessuno si è visto da queste parti. Io sono costretta a subire e guai a reagire. Ho provato anche a parlare con il sindaco, ma inutilmente. Non c’è verso. Adesso spero che la segnalazione affidata ad un quotidiano possa richiamare la sua attenzione. Ci deve dire quel che dobbiamo fare, a chi ci dobbiamo appellare, chi tutela la nostra attività e il nostro lavoro. Personalmente – aggiunge – tiro su le serrande alle 5 del mattino per soddisfare le esigenze dei primi clienti, un lavoro duro ma dignitoso. Non è tollerabile, quindi, che dalle 7 fino a che fa loro comodo, questa gente debba fare quello che gli pare senza che nessuno sia in grado di esercitare un minimo di controllo!».

Da qui la decisione di abbassare per un paio d’ore la serranda come semplice segnale alle autorità. «Fuori della porta appenderò un cartello per spiegare il motivo del provvedimento – dice sempre Paola Zengarini – sono sicura che i clienti capiranno. E mi auguro che lo capisca anche il sindaco o altri che stanno al Palazzo. Non si può andare avanti così». Non si può andare avanti così anche perché, informa sempre la barista, l’invasione di nomadi e prole proprio ieri mattina ha superato il segno: «Erano 25, fra dentro e fuori, e non c’era verso di far loro capire che noi non lavoriamo per sport, ma per campare».

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