Sfigurò l’ex fidanzata Lucia Annibali con l’acido: via al processo d’appello per Varani

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 22 gennaio 2015 – Adam Kabobo uccise tre persone, condanna in appello: 20 anni, anche se col riconoscimento della parziale infermità mentale. Alberto Stasi uccise la fidanzata Chiara Poggi, condanna in appello: 16 anni. Luca Varani, mandante dell’aggressione con l’acido a Lucia Annibali: condanna in primo grado 20 anni, per lesioni gravissime, stalking e tentato omicidio, visto che per l’accusa tentò di far esplodere col gas la sua casa. Quell’acido ha devastato la faccia di Lucia, ha rischiato di accecarla, resta un supplizio quotidiano. Anche se l’ha fatta diventare un simbolo. 

Oggi ad Ancona si apre il processo di appello per Varani. E qualsiasi sentenza uscirà dal collegio dei tre giudici presieduto da Bruno Castagnoli, farà sicuramente discutere. I difensori dell’ex fidanzato di Lucia (Roberto Brunelli e Francesco Maisano) si giocano quasi tutto, in questi due giorni di udienza, anche se poi c’è sempre la Cassazione. Venti anni, per Varani, è il massimo della pena, visto lo sconto dell’abbreviato. I suoi legali, un attimo dopo aver ascoltato la sentenza di primo grado, dissero che «quella pena, non aveva eguali in Italia». E poi: «Una pena esemplare non può essere una pena equa». Quindi: Varani «simbolo del male, Varani capro espiatorio»; «neanche per un omicidio si dà una pena così pesante». 

Dall’altra parte c’è Lucia, che con quel barattolo di acido in faccia Varani voleva torturare a vita, nella maniera più abietta (l’aggravante che gli contesta la procura di Pesaro, e il pm Monica Garulli che oggi rappresenterà l’accusa). L’acido che continua a friggere per giorni sul suo volto, le circa 15 operazioni cui è stata costretta a sottoporsi finora per rifarsi i lineamenti, obbligata a fare il pendolo tra la sua Urbino e il centro ustionati di Parma. Qual è la pena ‘giusta’ per una barbarie del genere? E qual è il risarcimento congruo? Perché, ovviamente, in questo processo si parla anche di soldi. Dieci milioni di euro la cifra che la parte civile, avvocato Francesco Coli, ha chiesto a nome di Lucia e dei familiari a Varani e ai due albanesi. Ottocentomila euro la provvisionale che il giudice dell’abbreviato, in primo grado, ha concesso a Lucia e ai famigliari (75mila euro a testa). 

In questi giorni sono stati confiscati i mobili di Varani, l’altro ieri è stata venduta all’asta la sua Smart, i famigliari di Varani potrebbero anche vendere un appartamento a Cupra Marittima. Varani è in carcere a Teramo, dicono che per passare il tempo stia imparando a fare da mangiare. L’avvocato che viaggiava in Porsche (comprata in leasing), che si faceva di cocaina, amante di due donne contemporaneamente, diventato per la prima volta padre in carcere, da questo appello spera in uno sconto (4, 5 anni?), che calcolando benefici vari, buone condotte e gli anni già scontati dietro le sbarre (è dentro dal 16 aprile 2013), potrebbe farlo uscire (con limitazioni) intorno al 2020. Quando avrà 43 anni, ora ne ha 38. Lucia ha la sua stessa età. Pochi giorni fa, in tv, ha dichiarato che oggi ad Ancona ci sarà. Con la solita voglia di tornare a vivere e con le ferite che ha dentro. Per quelle, fine pena mai.



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