Sgarbi: «Ragazzi andate a visitare i musei»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Urbino, 14 gennaio 2015 – Doveva essere una conferenza stampa. Sembrava un convegno. Con Vittorio Sgarbi, ad Urbino assessore alla Rivoluzione, cultura e agri-cultura (esatto così, ovvero la sensibilità per il paesaggio), va a finire spesso in questo modo: l’illustrazione del suo manifesto per indurre gli studenti a visitare i musei cittadini è diventata una vera conferenza sul bello e contro la superstizione.

In effetti Sgarbi ha voluto sfatare quella sorta di “fatwa” tipica di tutte le città universitarie, in base alle quali sarebbe «pericoloso» visitare certi musei: pena eventuale, la mancata laurea o diploma. Nel caso di Urbino – dicono i supersitiziosi – non si dovrebbe andare a Palazzo Ducale.

Un vero scempio se si pensa ai capolavori che ci sono contenuti (a parte il Palazzo stesso che è capolavoro di per sé).

Sgarbi – come si vede nel video qui proposto – legge e commenta il suo manifesto, illustrato in rettorato con il sindaco Maurizio Gambini, il rettore dell’Università Vilberto Stocchi e la Soprintendente Maria Rosaria Valazzi (assenta giustificato, per malattia, il presidente dell’Accademia Raffaello, Giorgio Cerboni Baiardi).

Il senso dell’“editto” – affisso in tanti punti della città – è semplice: può uno studente per tanti anni ignorare i quadri di Raffaello e Piero della Francesca?

«Nel Palazzo Ducale – ha commentato la soprintendente Valazzi – in questi anni ho visto tanti studenti universitari. E’ comunque vero che spesso l’edificio è stato un corpo estraneo rispetto alla città, ma il rapporto sta cambiando, con più relazioni». La pensa allo stesso modo il sindaco Gambini: «l’“editto” scherzoso di Sgarbi è molto opportuno. Siamo tutti un po’ superstiziosi, ma è demenziale pensare che possa portare sfortuna vedere delle opere d’arte».

Tra l’altro – ha fatto notare Sgarbi – anche in un recente romanzo di Aurelio Picca viene menzionata questa stupida superstizione secondo la quale entrare al Palazzo ducale porterebbe “sfiga”. «Parlando con il sindaco di Firenze – ha detto Sgarbi – ho saputo che anche in altre città è la stessa cosa: a Pisa non si può salire sulla Torre pendente, a Bologna sulla Torre degli Asinelli, a Firenze sul Campanile di Giotto, a Padova non si può entrare nella Cappella degli Scrovegni e così via». Commenta Sgarbi: «Non so chi l’abbia inventata, ma si tratta di una strategia anticulturale che non è accettabile. Allora propongo biglietti d’ingresso gratuiti per gli studenti, che però non possono sostenere gli esami se non dopo aver presentato i ticket timbrati e datati, oppure senza sottoporsi prima a domande di cultura generale sulla collocazione delle opere d’arte».

A scanso di equivoci spiega ulteriormente il rettore Stocchi: «Naturalmente non c’è niente di vincolante, ma si tratta di un mezzo significativo per stimolare l’attenzione degli studenti all’arte, alla conoscenza e alla creatività. Invito Sgarbi a tenere una conferenza in Aula Magna sull’arte e sulla bellezza e magari legare la presenza degli studenti ad un momento importante del loro processo formativo».



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