Sgozzato nel bosco, Ambera: Igli cercava vendetta anche verso un altro ragazzo

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 30 luglio 2015 - Ha confessato un delitto ma ha sorvolato su altro. A partire da eventuali complicità. Per questo, anche ieri, i carabinieri hanno perquisito la casa e il garage di Igli Meta, il 20enne albanese di Urbania, che ha squarciato la gola a Ismaele Lulli, 17 anni, studente di Sant’Angelo in Vado, dopo averlo attirato in una trappola col contributo inconsapevole (almeno fino ad ora) di Ambera, la ragazza di Igli. La quale oggi sarà messa a confronto col suo fidanzato, visto che ancora lo considera tale, e con Marjo Mema, il complice di Igli che ammette di aver ripulito il luogo del delitto da indumenti, scarpe e nastro adesivo usato per legare la vittima, ma tirandosi fuori dal momento dell’uccisione («ero lontano, non ho visto niente») mentre Igli dice il contrario («mi ha pure detto, quando avevo il coltello in mano, ‘ammazzalo se vuoi’»).

Ad essere sul filo del rasoio tra l’esser testimone o indagata, è la posizione della ragazza, la 19enne macedone, studentessa della scuola del Libro di Urbino, residente a Lunano, la quale ha avuto un ruolo determinante nella tragedia. Che lei riteneva impossibile che accadesse. Eppure ha rivelato di aver avuto «paura di qualcosa di brutto» fin da tre giorni prima dell’omicidio, quando confidò soprattutto alle amiche Maria, Lisa e Nicole che temeva il peggio. 

INSOMMA una folla di persone sapeva che il vendicativo Igli, già noto a Urbania per essere un consumatore e spacciatore di droga (con profilo Facebook falso intestato ad una donna per vendere lo stupefacente), ce l’aveva con Ismaele e con un ragazzo macedone col quale Ambera aveva avuto un rapporto sessuale appena due mesi fa.

E la ragazza ha rivelato di aver ricevuto messaggi di morte di Igli fin da giovedì 17: «Voglio ammazzare tutti e due col coltello» con invio della foto della lama, un ricordo del nonno. Ma è il giorno dopo, venerdì 17 luglio che Ambera teme per la sua vita.

Igli infatti la preleva da casa alle 7 di mattina e la conduce nella chiesetta dove due giorni dopo taglierà la gola a Ismaele, e qui la schiaffeggia, le sferra dei calci, la insulta e minaccia. Poi, un rapporto sessuale tra i due. Ma nel frattempo, anche lì, sul sagrato della chiesetta, Igli taglia la droga e la confeziona per spacciarla.

Ambera sa che ha un coltello. Lo aveva visto in foto su Whatsapp, ma ricordava di averne visto un altro, di colore scuro, con i nomi «Igli e Ambi» incisi nel manico e la data dell’inizio della loro storia: 9/2/2011. Quella domenica 19, Igli aveva deciso di passarla al fiume con altri tre amici albanesi. 

MA al mattino alle 11, chiede ad Ambera se può aiutarlo: «Manda un messaggio a Ismaele e chiedigli di uscire. A me direbbe di no». La ragazza tentenna, poi accetta: «Pensavo che così si sarebbero chiariti». Ismaele accetta l’invito ma si accorge troppo tardi di trovarsi di fronte a Igli e amici. Ismaele viene caricato, legato e ucciso come un capretto. Poi Igli scrive ad Ambera: «Mi ha fatto incazzare, l’ho ammazzato». Adesso la 19enne ha paura: «Voglio fuggire da qui. Mi dicono che non merito di vivere»

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