Si sveglia dal coma e abbraccia i figli, ma poi muore per le complicazioni

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Porto Potenza (Macerata), 27 luglio 2015 – “Non dimenticheremo il momento in cui, dopo tanti giorni di sofferenza, abbiamo assistito come per miracolo al suo improvviso risveglio: vederlo piangere nel vederci e sorriderci. Abbiamo avuto il grande dono di poterlo tenere stretto a noi per qualche altro giorno, prima che un’ improvvisa complicazione su di un fisico tanto provato ha fatto sì che ora sia lui dall’alto a prendersi cura di noi». È la commovente testimonianza dei figli e della moglie di Claudio Carlini, 70 anni, di Porto Potenza, risvegliatosi dopo venti giorni dal coma grazie all’ausilio di un macchinario giunto appositamente dalla Germania, ma che purtroppo non è stato sufficiente a salvargli la vita. La notizia ha toccato la comunità rivierasca, dove la famiglia Carlini è molto conosciuta e apprezzata. Claudio, persona mite e amabile, fino alla pensione è stato dipendente delle Autostrade, mentre il figlio Danilo ha un noto studio di ingegneria edile e la figlia Alessia è ostetrica dell’Asur.

«Il primo luglio nostro padre è stato colpito da stato settico acuto conseguente ad una occlusione intestinale – racconta il figlio Danilo –. È stato possibile operarlo in brevissimo tempo all’ospedale di Civitanova dall’equipe chirurgica, a cui va il nostro sincero grazie, viste le condizioni in cui è arrivato in sala operatoria. Grazie all’interessamento del primario del reparto di rianimazione, la dottoressa Daniela Corsi, è arrivato dalla Germania un macchinario denominato ‘Frenesius’, con il quale è stato possibile ‘depurare’ il sangue di nostro padre da tutte le sostanze tossiche che lo avevano portato al coma». «Ed è stato proprio grazie a questa macchina, unitamente alla professionalità ed all’umanità di tutta l’equipe del reparto di rianimazione di Civitanova – aggiunge Danilo – che noi cari abbiamo avuto la fortuna di poterlo riabbracciare, di parlargli dopo circa tre settimane di stato comatoso». Un’esperienza che pur nella sua drammaticità vuole essere il seme della speranza per tante persone.

«Per questo motivo – aggiunge la figlia di Claudio, Alessia – ci permettiamo di provare a coinvolgere più gente possibile nell’iniziativa mirata all’acquisto del ‘Frenesius’, del costo di circa 14mila euro, da donare al reparto di rianimazione dell’ospedale di Civitanova Marche, affinché non vi siano più persone che perdano la vita per cause settiche tanto gravi, ma altrettanto curabili». Oggi sarà aperto un apposito conto corrente per la raccolta dei fondi per l’acquisto del macchinario e nei prossimi giorni il Carlino renderà noto l’Iban sul quale sarà possibile versare le varie donazioni.

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