Siccità, caldo e fioriture anticipate «Ma l’agricoltura ora è a rischio»

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IL BORGHIGIANO FABRIANO IL BLOG DELLE MARCHE – IL PROBLEMA non è solamente quello che ‘non ci sono le mezze stagioni’ ma che non ci sono più nemmeno le stagioni, almeno le quattro che conosciamo e nell’ordine con cui si avvicendano. E’ emergenza in tutte le Marche per l’assenza di precipitazioni piovose e per i continui cambiamenti di temperatura. I primi a lanciare l’allarme sono gli associati alla Coldiretti che gridano all’allarme siccità. DA DICEMBRE ad oggi infatti, i giorni di pioggia si contano sulle dita di una mano, ma fattore ancor più grave è che anche le temperature sono state anomale con un caldo più che primaverile che ha fatto anticipare le fioriture. «Tra le colture in sofferenza idrica – riporta la Coldiretti – ci sono i cereali come il grano che si trovano più avanti rispetto alla normale fase di maturazione, esponendosi oltretutto al pericolo che violente piogge possano ‘allettare’ la produzione, cioè piegare a terra le spighe». Soffrono anche gli ortaggi, con i produttori che si preparano ad irrigazioni di soccorso nel caso la mancanza di pioggia dovesse perdurare. E si teme anche per gli alberi da frutto, perché il caldo anomalo ha «risvegliato» le piante anticipando addirittura la fioritura ed esponendo le produzioni al rischio gelate. Disagi anche negli uliveti, con i produttori costretti ad anticipare le operazioni di potatura. A CIÒ si aggiunge la preoccupazione che il proseguire delle alte temperature possa anticipare l’arrivo delle produzioni ortofrutticole sul mercato, creando un eccesso di offerta e il conseguente crollo dei prezzi pagati ai produttori. Gli effetti della siccità si faranno poi quasi sicuramente sentire anche sulle prossime semine primaverili ed estive, a causa della scarsità delle risorse idriche presenti nei terreni. «PER NON CREARE problemi la colonnina di mercurio deve scendere lentamente senza restare a lungo sotto lo zero – sottolinea il presidente di Coldiretti Pesaro Urbino, Tommaso Di Sante – mentre le precipitazioni non devono essere violente per poter essere meglio assorbite dal terreno. Una necessità per risollevare le scorte idriche nel terreno che sono al limite mentre manca anche la neve sulle montagne che rappresenta una importante risorsa». PARLA invece di aziende in difficoltà, il presidente di Coldiretti Ancona, Emanuele Befanucci: «Ad oggi sono ferme, stanno a guardare se arriva il freddo. Il problema sono le piante germogliate e se dovessero realmente scendere le temperature questi verrebbero bruciati. Purtroppo in questi casi – spiega ancora – l’agricoltore più che assicurarsi per cercare di contenere i danni non può fare. Sta a guardare, appunto. Tra i rischi probabili è che con inverni secchi e senza piogge dovremo adottare sistemi di irrigazioni di soccorso». Notizia riferita da MARIA GLORIA FRATTAGLI IL RESTO DEL CARLINO

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