Sisma / Fabriano – «I danni provocati dal sisma saranno risarciti»

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Sagramola: «Cerchiamo di rientrare nel ‘cratere’, ma i fondi per gli edifici arriveranno ugualmente»

UNO SPIRAGLIO perché Fabriano – in abbinata con le vicine Cerreto d’Esi, Genga e Sassoferrato – sia l’unica enclave della provincia di Ancona ad essere inserita in formula last minute nel cratere sismico.
Dopo l’anticipazione del Carlino di ieri su come il territorio provinciale con ogni probabilità non sarà incluso nel perimetro principale dei sussidi, in queste ore si sono intensificati i contatti politico-istituzionali perché nella versione aggiornata del decreto (la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della nuova versione è attesa per la settimana entrante) figuri la zona del Fabrianese, indubbiamente la più colpita di tutta la provincia dai fendenti del sisma. Trattative in corso e anche piuttosto frenetiche, insomma, perché la lista allargata – in prima lettura il decreto di ottobre comprendeva 62 comuni, di cui 28 marchigiani, tutti nelle province di Fermo, Ascoli e Macerata – includa anche la città della carta dove gli sfollati si avvicinano a quota cinquecento e la conta è ancora provvisoria, considerato che si viaggia verso quota duemila richieste di sopralluogo costruzioni private, di cui un quinto evase.
CRATERE o non cratere, la differenza non è poi così significativa sul fronte dell’ottenimento dei sussidi, come emerso dal summit di venerdì in Comune proprio a Fabriano quando il sindaco Giancarlo Sagramola e gli altri rappresentanti del Coc (il centro operativo per l’emergenza a cui sono presenti anche le forze dell’ordine) si sono confrontati con il governatore regionale Luca Ceriscioli.
«Il presidente Ceriscioli – spiega Sagramola – ha chiarito come tutti coloro che hanno ricevuto un danno dal terremoto tale da generare inagibilità totale o parziale, rientrano nei benefici previsti dalla prima emergenza (contributi per l’autonoma sistemazione e per l’ospitalità in albergo) e quindi nei finanziamenti per la ricostruzione o risanamento dei danni».
In concreto, infatti, nulla cambia tra il residente all’interno del confine sismico e di quello immediatamente periferico sul fronte delle abitazioni inagibili in forma totale, parziale o rese agibili soltanto con l’obbligo di effettuare alcuni interventi di sistemazione.
IN TUTTI questi casi lo Stato si impegna a risarcire in toto chi ha avuto danni sia dentro che fuori il cratere. La prima differenza riguarda, invece, le seconde abitazioni ugualmente inagibili. In questo caso chi si trova tra i comuni del perimetro principale avrà il risarcimento al cento per cento, mentre i residenti della provincia di Ancona con il medesimo problema riceveranno il sussidio al 50 per cento.
L’altra linea di demarcazione riguarda i bonus, ovvero gli sgravi fiscali attraverso le sospensione temporanea di alcune imposte in probabile arrivo solo per le località della zona prioritaria. Tra queste l’eventuale stop per i loro abitanti in un determinato limite di tempo al pagamento di Imu, Tares e altre tasse locali, la sospensione dei ticket per le prestazioni sanitarie e la cassa integrazione straordinaria per i dipendenti delle imprese terremotate con stabilimenti inagibili.

Alessandro Di Marco IL RESTO DEL CARLINO

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