Soldato decapitato per strada in nome di Allah

Carlino
In due lo fanno a pezzi con le mannaie davanti ai passanti urlando: «Vi combatteremo sempre>> la pista é Nigeriana
Deborah Bonetti
LONDRA

È IL PRIMO attentato classificato come «terroristico» in Gran Bretagna dalle bombe del 7 luglio 2005: la polizia segue ufficialmente la pista nigeriana. È anche la prima volta che un soldato britannico viene ucciso sul territorio inglese. Il quartiere di Woolwich, nel sud-est della capitale, ha visto ieri un omicidio feroce e scioccante. Due uomini hanno deliberatamente investito con l’auto un soldato in libera uscita, che passeggiava fuori dalla vicina caserma, e poi si sono messi a farlo a pezzi selvaggiamente con machete, tagliacarne e coltelli. Uno di loro filmava mentre l’altro ha iniziato a decapitare la vittima. Uno dei due assassini, un giovane nero con accento londinese, che dovrebbe chiamarsi Michael Adeboloja, nigeriano di origine, convertitosi dal cristianesimo all’Islam con il nome di Mujahid, accorgendosi che un passante si era fermato con un telefonino si è fatto riprendere con le mani coperte di sangue e ha urlato: «Giuriamo nel nome di Allah che non smetteremo mai di combattervi, come voi combattete noi. Occhio per occhio, dente per dente. Mi dispiace che le vostre donne abbiano dovuto assistere a questo, ma nella nostra terra le donne vedono cose così tutti i giorni. Voi non sarete mai più sicuri, dovete disfarvi del vostro governo, a loro non gliene frega niente di voi».

L’omicidio è avvenuto intorno alle 14,20 ora locale (15,20 in Italia) e la polizia è arrivata dopo circa 20 minuti sul luogo del delitto, sparando ad ambedue gli assalitori, che ora sono in ospedale (e uno, trasportato in elicottero, è grave). Un testimone, James, tra i singhiozzi ha raccontato: «Ho visto la macchina investire in pieno il ragazzo e finire contro un lampione. Poi ho visto che due uomini scendevano e ho pensato che avrebbero cercato di aiutarlo. Invece hanno tirato fuori coltelli da cucina e tagliacarne da macelleria e si sono messi a colpirlo. Sembravano impazziti. Erano come degli animali, continuavano a colpire, e l’uomo urlava. Io sono sceso dalla macchina e uno di loro mi ha visto e ha tirato fuori una pistola dalla borsa sventolandola in aria. Mi ha gridato: ‘Entra in macchina, entra in macchina’. Allora ho girato l’angolo e ho chiamato la polizia. Ho visto poi che hanno trascinato il corpo di quel poveraccio al centro della strada e l’hanno lasciato lì, mentre sanguinava». Un altro testimone, Joe Tallant, ha raccontato che qualcuno ha chiesto di potersi avvicinare alla vittima e uno dei carnefici ha detto: «Ok, ma solo donne si possono avvicinare, niente uomini». I due assalitori avrebbero cantato «Allah Akbar» (Allah è grande) tutto il tempo. Il primo ministro David Cameron, che era a Parigi per un incontro con il presidente Hollande, è rientrato d’urgenza.«UN ATTACCO veramente scioccante e disgustoso — ha detto — ma noi non ci faremo mai piegare. I valori in cui crediamo sono i più forti ed è per questo che non perderemo mai». La regina è rimasta «sconvolta» dall’accaduto e ha chiesto di essere tenuta informata sulla vicenda, ma ha confermato per il 31 maggio la visita alla caserma dell’artiglieria. Il sindaco di Londra, Boris Johnson si è subito recato alla riunione della ‘Cobra’, la task force anti-terrorismo presieduta dal ministro degli interni Theresa May, in presenza del ministro della Difesa e dal commissario capo della polizia londinese, sir Bernard Hogan-Howe. La sicurezza è stata triplicata attorno a tutte le caserme londinesi. L’attacco jihadista ha già riacceso tensioni fra inglesi e minoranze etniche. In serata due uomini sono stati arrestati: uno ha tentato di dare fuoco a una moschea, l’altro vi è entrato con un coltello.

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