Solo due medici. E uno è in malattia: le visite neurologiche sono bloccate

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli-Piceno, 27 agosto 2015 - Stop alle visite neurologiche. Anche questo accade all’ospedale ‘Mazzoni’, dove da quindici giorni ormai non è possibile fissare tramite il Centro unico di prenotazione una visita neurologica in ambulatorio. Le liste d’attesa sono ferme a dicembre 2015. A meno che non ci si voglia sottoporre agli stessi esami specialistici nei poliambulatori o di Ascoli o di Offida per i quali, benché le agende siano piene fino ad ottobre prossimo, è possibile comunque prendere appuntamento da dicembre in poi. Per gli ambulatori, invece, sia per quello divisionale (per le demenze e la sclerosi), che per quello che si occupa delle altre visite (cefalea, parkinson) è tutto fermo a fine anno senza alcuna possibilità, almeno fino a ieri, di potere prenotare da gennaio in poi. Insomma, davvero una situazione grave la cui causa è ancora una volta da attribuire alla carenza di personale medico. Due sole neurologhe (di cui una in malattia), come quelle attualmente in dotazione negli ambulatori di neurologia del nosocomio ascolano, sono poche per poter fra fronte alla sempre maggiore richiesta di visite specialistiche dettate anche dall’invecchiamento della popolazione. Due neurologhe (attualmente una) che, oltretutto, prestano la propria consulenza anche al pronto soccorso e si occupano di altri esami.

Ma se per neurologia le liste d’attesa al ‘Mazzoni’ sono addirittura ferme, il primato peggiore lo detiene ancora la risonanza magnetica per la quale occorre attendere fino ad ottobre 2016 (fino ad aprile 2016 se si sceglie di sottoporsi all’esame in clinica San Marco e fino a maggio 2016 all’ospedale ‘Madonna del Soccorso’ di San Benedetto). L’arrivo di una nuova attrezzatura sia ad Ascoli che in riviera dovrebbe contribuire a smaltire più velocemente le liste. Al ‘Mazzoni’ c’è una sola Rmn ancora funzionante. L’altra, quella acquistata negli anni ‘90, è ormai definitivamente ferma. La nuova non arriverà prima della fine dell’anno. Non va meglio per le visite ematologiche per le quali i tempi d’attesa arrivano ad un anno, anche se le urgenze, se motivate, hanno naturalmente la precedenza.

Di certo, però, se solo le tre o quattro persone che di media giornalmente non si presentano alle visite specialistiche si avvalessero del servizio di disdetta della prenotazione (in alcune Asl italiane chi non disdice paga addirittura l’intero costo della prestazione), sicuramente le liste d’attesa sarebbero meno lunghe. Basti pensare, ad esempio, che su dieci ecografie prenotate almeno tre non vengono eseguite perché gli utenti che precedentemente avevano prenotato non si presentano e non chiamano il Cup per annullare la visita.

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