Solo un sindaco su dieci è donna. Pinzi: "C’è chi mi scambia per la segretaria"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Macerata, 8 marzo 2016 – Cresce la presenza delle donne in politica, ma ancora lunga è la strada per arrivare a un’effettiva parità. Scorrendo i numeri in provincia sono appena sette i sindaci donna alla guida di uno dei 57 Comuni del territorio (il 12%), mentre la presenza in giunta, nel ruolo di vice o assessore, si ferma a 68 unità. Silvia Pinzi, sindaco di Serrapetrona, è convinta che le barriere nei confronti dell’ingresso delle donne in politica si stiano abbassando, anche se alcuni visioni fuorvianti ancora rimangono. «A volte mi capita di ricevere persone che, se non mi conoscono personalmente o non mi hanno prima sentito per telefono, quando arrivano in Comune mi scambiano per la segretaria del sindaco. Sarà la giovane età o il fatto che non si aspettano di vedere una donna, ma non è raro che mi capitino questi aneddoti simpatici».

Sindaco, perché ha deciso di entrare in politica?

«Non è stata una decisione dell’ultimo minuto. Ho cominciato facendo volontariato, poi il servizio civile per il mio Comune, quindi mi era capitato di avere stretto contatto con l’amministrazione. Poi sono entrata in politica prima come consigliere, poi come assessore. Una percorso lungo durato oltre un decennio che non considero compiuto con l’elezione a sindaco. Questo è stato un altro punto di partenza».

A Serrapetrona c’è anche un vicesindaco donna, ma se guardiamo agli altri Comuni la rappresentanza femminile è piuttosto bassa..

«A Serrapetrona abbiamo anche un’elevata percentuale di consiglieri donna, ma effettivamente non è così dappertutto, anche se negli ultimi dieci anni c’è stato un consistente aumento della partecipazione attiva. Purtroppo di donne ce ne sono ancora poche, non perché non abbiano voglia di impegnarsi, ma perché la donna riveste un ruolo fondamentale all’interno della famiglia, non è sempre facile conciliare i tempi di vita e di lavoro e questo potrebbe scoraggiare qualcuno. Io ne so qualcosa, perché ho un bambino di appena un anno e un lavoro da portare avanti, ma fare il sindaco è un impegno civico a cui non voglio rinunciare».

Qualcuno ha mai provato a scoraggiarla dall’entrare in politica?

«In quanto donna mai, anzi ho avuto diversi uomini, a partire dell’ex sindaco, che mi hanno incoraggiato e creduto in me. Facendo il sindaco, poi, mi trovo in diverse situazioni a predominanza maschile, ma anche in questo caso non mi sono mai trovata a disagio».

Se una ragazza venisse da lei, le consiglierebbe di entrare in politica?

«Assolutamente sì, la consiglierei come esperienza di vita. Soprattutto nei piccoli comuni dove c’è un contatto diretto e continuo con le persone, anche se non nascondo che servono pure pazienza e doti di mediazione. Questa è un’esperienza di vita, soprattutto come sindaci siamo sempre in trincea, sempre sulla difensiva perché le piccole realtà vengono calpestate, quando invece andrebbero tutelate».

Cosa ne pensa delle quote rosa?

«Non mi piace fare una distinzione di sesso, o che la partecipazione sia imposta per forza. Bisogna considerare se una persona è valida o meno, ognuno deve dimostrare quello che vale a prescindere che sia uomo o donna».

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