Sosta con il pass invalidi ​del suocero morto

IL BORGHIGIANO FABRIANO

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Utilizza il permesso invalidi del suocero morto un anno e mezzo fa e quando torna a prendere la macchina non la trova più. La multa e le spese di rimozione le pagherà invece la moglie, in quanto proprietaria del veicolo rimosso. E’ accaduto nel tardo pomeriggio di venerdì in via Rattazzi, vicino all’ex azienda di soggiorno. La polizia municipale controllando una Fiat Punto in sosta nell’unico spazio riservato ai disabili ha notato che effettivamente era esposto il contrassegno per invalidi, quindi fin qui nulla di strano, se non fosse che il titolare del pass era morto nel luglio del 2013, ben un anno e mezzo fa. Il permesso non era più valido perché nel momento del decesso viene automaticamente annullato dalla polizia municipale ma la copia non era invece stata riconsegnata e, se la pattuglia non avesse verificato la scadenza, ad un primo controllo poteva sembrare che il tagliando fosse regolare e quindi anche la sosta. I vigili hanno atteso un po’ per verificare chi fosse alla guida. La macchina risultava intestata alla figlia del defunto, un anziano senigalliese venuto a mancare nel 2013. Visto che nessuno arrivava l’auto è stata fatta rimuovere e portata via dal carroattrezzi. Successivamente è stato il marito della proprietaria a telefonare per chiedere spiegazioni della rimozione, non avendola trovata. Ha quindi spiegato che era stato esposto il tagliando e, quando i vigili gli hanno fatto presente che il titolare era deceduto, ha riferito che il veicolo era in realtà della moglie. Ha poi ammesso che in effetti il suocero era venuto a mancare da poco ma la polizia municipale ha fatto presente che il decesso risaliva invece a un anno e mezzo prima. Pur avendo telefonato il 46enne, di cui non sono state fornite generalità non avendo commesso alcun reato, il verbale e le spese di rimozione sono state messe a carico della moglie. I vigili, non avendo contestato sul posto chi fosse effettivamente il trasgressore, hanno quindi provveduto a notificare la sanzione al titolare dell’auto, in questo caso la moglie del presunto trasgressore. Per la municipale appunto, non avendolo visto riprendere l’auto, resta presunto. In questo caso la prassi non prevede la denuncia.
FONTE IL CORRIERE ADRIATICO SENIGALLIA 

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