Sotto un cielo di bombe la vita ad Aleppo

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 7 novembre 2015 – Da dove gli altri scappano, l’anconetano 32enne Ruben Lagattolla e il pesarese 44enne Filippo Biagianti, hanno sentito il bisogno di spingersi.

Per un mese Lagattolla, armato di videocamera e il coraggio di raccontare la guerra in Siria con le parole di chi la vive, è stato ad Aleppo.

«Rientrato a casa la consapevolezza di aver rischiato la vita e la responsabilità di divulgare quanto ho raccolto – dice – mi hanno dato la forza di metabolizzare il trauma di ciò che avevo visto e sentito. Tramite la rete ho cercato un regista che potesse fare, insieme a me, un lungometraggio. Ho trovato Filippo».

Ruben Lagattolla e Filippo Biagianti in Giappone

Ruben Lagattolla e Filippo Biagianti alla presentazione in Giappone

Ad un anno da quel viaggio e dopo mesi di lavoro è nato Young Syrian Lenses, documentario tra i protagonisti dell’UNHCR Refugee film festival di Tokyo, dove gli autori Biagianti e Lagattolla hanno riscosso il consenso di una platea di 400 ospiti, ritrovatisi nell’auditorium “Umberto Agnelli” dell’Istituto italiano di Cultura in Giappone per la proiezione del loro documentario, quale evento conclusivo del Festival.

Young Syrian lenses, di Lagattolla e Biagianti

Young Syrian lenses, di Lagattolla e Biagianti

Da oggetto di presentazioni in rassegne cinematografiche in giro per l’Italia, «50 date per circa 3mila spettatori» Young Syrian Lensens ora punta ad uscire in dvd.

«Il nostro sogno è di stampare almeno 300 copie da poter far girare – spiega Biagianti – perché promuovere il nostro documentario vuol dire dare voce ai media attivisti siriani, giovani videomaker e fotografi che mettendo a repentaglio la propria esistenza sfidano ogni minuto la sorte per documentare e diffondere attraverso i canali dei media internazionali lo scenario e i fatti di un conflitto che mai finirà se se ne perde coscienza».

Uno dei fotogrammi del documentario di Lagattolla e Biagianti

Un fotogramma dal documentario di Lagattolla e Biagianti

Quello che si vede, nei 52 minuti di testimonianze audio e video firmate da Lagattolla e Biagianti con la collaborazione di Enea Discepoli, è simile alle esperienze di solidarietà e insperate alleanze di una popolazione ormai abituata a convivere con morte e distruzione, contesti che la seconda guerra mondiale ha reso familiare ai nostri nonni.

Young Syrian lenses, di Lagattolla e Biagianti

Young Syrian lenses, di Lagattolla e Biagianti

Così c’è la scuola che nonostante le macerie e il sinistro rumore dei bombardamenti continua a svolgersi: le maestre, sono pronte ad attraversare la città purché ai bambini non manchi l’unica possibilità di evadere dall’incubo di un posto altrimenti alieno.

Il desiderio dichiarato è che paura e tensione scivolino via anche solo per un po’ dalla mano alla carta. Il fatto che il filo del racconto rifugga la violenza sensazionale dei teatri bellici rende Young Syrian Lenses l’esplorazione psicologica di una civiltà sospesa, sfigurata a forza di barili bomba che piovono sganciati dal cielo, uccidendo a caso, senza nessuno scrupolo.

Young Syrian lenses, di Lagattolla e Biagianti

Young Syrian lenses, di Lagattolla e Biagianti

Una guerra mirata a procurare livelli massimi di dolore e costrizione al minor prezzo possibile. Ecco perché i barili bomba, ripresi da Lagattolla – icona di una distruzione di massa al prezzo di assi di legno e detriti arrugginiti sganciati dagli elicotteri del regime di Bashar Assad – sono stati trasmessi su Tg2 storie quale primo filmato in Italia capace di mostrare la micidiale arma non convenzionale in azione.

«Tutto ciò che abbiamo fatto fino ad oggi è stato fatto in maniera assolutamente indipendente, e gratuita – spiegano Biagianti e Lagattolla –. Ad aiutarci sono state le persone che hanno creduto nel nostro progetto e quindi tramite il profilo di crowdfunding su it.ulule.com/dvd-syria ci hanno sostenuto e incoraggiato. Ringraziamo quanti vorranno continuare a darci una mano».

Young Syrian lenses, di Lagattolla e Biagianti

Un fotogramma tratto da “Young Syrian Lenses”

Per l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati «sono oltre 700mila i migranti e i profughi che dall’inizio dell’anno hanno raggiunto le coste europee attraversando il Mediterraneo, per quella che ha ormai i contorni della più grande crisi migratoria affrontata dal vecchio continente dai tempi della seconda guerra mondiale. Il 20% sono minori, la metà è fatta di siriani».

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