Sprangate, calci e pugni all’operaio. Il figlio: "Lo stavano ammazzando"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Ascoli Piceno, 3 giugno 2015 – Un agguato in piena regola, quello che si è verificato nella tarda serata di lunedì scorso nella frazione di Lisciano. Un uomo di 58 anni, infatti, F.A., operaio della Prysmian, è stato brutalmente aggredito da più persone, mentre intorno alle 22 stava rientrando nella propria abitazione. Appena parcheggiata l’auto, l’ascolano è stato preso a sprangate, calci e pugni, con gli aggressori che lo hanno lasciato a terra e sono scappati.

L’uomo, a seguito dei tanti colpi ricevuti, ha perso conoscenza, ma nessuno ha assistito alla scena, anche perché la vittima risiede in un edificio abbastanza isolato, in una via affatto illuminata. Dopo qualche minuto, però, il 58enne ha ripreso conoscenza e, sanguinante, è riuscito ad entrare nell’abitazione. In casa era presente anche uno dei due figli dell’aggredito, che non si è reso conto di quanto era accaduto, finché non ha visto il padre rientrare.

«Mio fratello non ha sentito nulla – racconta l’altro figlio – ma ha visto papà rincasare con il sangue che usciva da ogni parte del corpo e con il volto sfigurato. Mio padre si trova in ospedale, ma sarà necessario un intervento urgente ad Ancona per le ferite riportate al viso. Inoltre, rischia di perdere la vista e gli hanno spaccato il naso. Per non parlare, inoltre, delle costole rotte. Lo stavano ammazzando e papà è vivo per miracolo». Ignoti i motivi che hanno portato all’aggressione, con i malviventi che non hanno rubato nulla, neanche il portafoglio dell’uomo che ormai, a quel punto, era inerme. Difficile, dunque, credere ad un tentativo di rapina andato a vuoto. Ora i carabinieri, giunti sul posto per i rilievi, stanno indagando per ricostruire lo scenario in cui è maturato l’agguato.

«Secondo me è stata una spedizione punitiva – prosegue il figlio del 58enne di Lisciano – perché altrimenti queste persone si sarebbero intrufolate in casa per portar via qualcosa. Invece, una volta massacrato di botte e sprangate mio padre, sono scappati. In realtà, non è sicuro che a compiere l’agguato siano state più persone, ma non credo che da soli si possa ridurre un uomo in questo modo. Adesso abbiamo paura – conclude il figlio della vittima – ma speriamo che si possa arrivare presto a conoscere le cause di questo gesto, perché è inaccettabile che si possa essere colpiti in questo modo davanti alla propria abitazione». Il 58enne ha una prognosi di 30 giorni.



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