Strage della Famiglia Poeta. Serradica 08 Ottobre 1943

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manifesto per serradica 20151008


ED. 2014

Locandina Manifesto Serradica

Commemorazione della Strage che la mia famiglia, la famiglia Poeta, ha subito nel lontano 8 Ottobre 1943 a Serradica, dove per lo scoppio di una bomba a mano tedesca, morirono due bambini (fratelli di mio padre, una di nove anni Antonia, e uno di tre anni Mario).

Mio padre all’epoca aveva 6 anni, con lo scoppio della bomba, gli si perforarono i polmoni, e avendo la bocca piena di terra, riusciva a respirare con i fori creati dalle schegge che gli perforarono il torace, riuscì a sopravvivere a quella disgrazia sia per i fori che aveva nel torace, sia per il fatto che la sorella Antonia con il suo corpo gli fece da scudo; perse un occhio e una mano, ebbe la freddezza comunque di provare a coprirsi il viso per tentare di salvarsi) e Antonio Poeta (cugino di mio padre, nel ’43 la sua famiglia si rifugiò a Serradica per sfuggire ai pericoli della guerra…., all’epoca aveva 4 anni, perse completamente la vista) Questo anno ricorre il 71esimo anniversario di quel triste giorno, nel quale si ricorderanno tutti i caduti in guerra di Serradica, figli della nostra Patria che, con il loro sacrificio, hanno donato al futuro la loro grossa testimonianza di pace. Sabato 11 Ottobre 2014 a Serradica, allle ore 10.00 ci ritroveremo davanti al Monumento ai Caduti, alle ore 10.30 sarà celebrata la Santa Messa dal Vescovo di Fabriano S.E.R. Mons. Giancarlo Vecerrica, alle ore 11.15 ci sarà la Commemorazione davanti al Monumento ai Caduti sulle note del Silenzio grazie al trombettista Diego Prioretti. Interverranno Il Sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola, Giacomo Scortichini Presidente Sez. A.N.P.I di Fabriano e Andrea Poeta nipote delle vittime. Mai come in questo momento il nostro mondo ha bisogno di pace, troppa violenza, circonda il nostro mondo e la nostra casa, non dobbiamo mai dimenticare da dove veniamo e dove stiamo andando. Non dobbiamo mai perdere la via principale della nostra vita, nel passato ci sono state guerre devastanti che hanno creato solo, morte, fame e distruzione. Questo grande sacrificio di bambini e uomini dobbiamo custodirlo, farlo nosto, sia nella pace sia nella verità. Tutto ciò, non deve essere mai considerato un arrivo ma, una partenza per il futuro, in fondo: “Un popolo che ignora il suo passato non saprà nulla del proprio presente”.

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ED. 2013

Serradica 8 ottobre

Una dimenticanza dello Stato, durata settanta lunghissimi anni sono passati dalla strage della mia famiglia, accaduta l’8 Ottobre 1943 a Serradica una piccola Frazione del Comune di Fabriano. Finalmente dopo un lunghissimo viaggio intrapreso tempo fa, sono riuscito nel far riconoscere degnamente dalle istituzioni, quel drammatico giorno la strage della F.A.M. Poeta, questi i quattro nomi: zia Antonia Poeta (28/05/1934 – 08/10/1943 di anni 9 occhi chiari, castana, morta dilaniata dall’esplosione della bomba, sorella maggiore di mio padre), zio Mario Poeta (10/06/1939 – 08/10/1943 occhi azzurri, biondo, di anni 3 morto dilaniato dall’esplosione della bomba fratello minore di mio padre), Francesco Poeta (mio padre Cavaliere della Repubblica 12/12/1936 – 02/01/2011 all’epoca aveva 6 anni, con lo scoppio della bomba, gli si perforarono i polmoni, e avendo la bocca piena di terra, riusciva a respirare con i fori creati dalle schegge che gli perforarono il torace, riuscì a sopravvivere a quella disgrazia sia per i fori che aveva nel torace, sia per il fatto che la sorella Antonia con il suo corpo gli fece da scudo; perse un occhio e una mano, ebbe la freddezza comunque di provare a coprirsi il viso per tentare di salvarsi) e zio Antonio Poeta (cugino di mio padre, nel ’43 la sua famiglia si rifugiò a Serradica per sfuggire ai pericoli della guerra…. mio zio, all’epoca aveva 4 anni, perse completamente la vista). Quel giorno era una mattina nebbiosa (forse messa lì da madre natura per coprire quel triste evento) e regnava comunque la quiete di una spensierata mattinata di gioco di quel venerdì 08 Ottobre ’43. Mentre giocavano con una palla fatta di stracci annodati con una corda, questi quattro innocenti bambini, trovarono un oggetto tondeggiante a loro sconosciuto sotto un mucchio di fascine, quello stesso oggetto di li a qualche frazione di secondo, segnò per sempre il loro destino (era una bomba a mano tedesca, con il detonatore, legato con un filo di ferro alle fascine, in modo che il primo che le alzava o muoveva, l’ordigno sarebbe esploso). Un boato forte come un tuono echeggiò nella vallata, (dai racconti dei testimoni) si sentì da Salmaregia (frazione di Nocera Umbra) a Cancelli (frazione di Fabriano), e il pianto straziante di mia nonna Maria Fiammenghi e delle urla dei testimoni si sentivano limpidi e forti fino a Cacciano (frazione di Fabriano). Francesco, Antonia, Antonio e Mario, erano esamini a terra, non rispondevano a nessuna sollecitazione esterna, respiravano se pur a fatica solo Francesco e Antonio, per Antonia e Mario, non c’era più nulla da fare, morirono sul colpo, i loro resti, erano sparsi un po’ in terra, e i loro vestiti, si attaccarono per la forza dell’onda d’urto ad una recinzione con brandelli di carne penzolanti. Quei bambini furono portati all’Ospedale di Fabriano con un carretto, e la scena che videro gli operatori del pronto soccorso, fu una delle scene più lugubri mai viste, quei corpi di quei quattro bambini, deturpati e dilaniati per sempre tanto da essere irriconoscibili. Sia zio Antonio sia mio padre Francesco, furono operati dal dottor Corrado Cavina affermatissimo medico e primario chirurgo di Fabriano dell’epoca e successivamente con l’aiuto di un medico militare americano, gli furono ricostruite tramite plastiche facciali le parti deturpate del viso e del cranio lese dallo scoppio. Essi, vittime sacrificali della seconda guerra mondiale, vittime dello scoppio di una bomba a mano tedesca (le famose bombe tedesche con accensione a sfregamento Kugelhandgranate), messa li chissà da quale carnefice mano. Quella nemica mano mise definitivamente fine ai sogni che avevano quei bambini, sogni di speranza e pace. Noi tutti, viviamo liberi grazie al sacrificio di questi martiri, molti furono i morti in quel periodo in Italia e molti ce ne sono stati anche fino ai nostri giorni, persone che si sono sacrificate per la nostra libertà. Questa strage è stato un terribile momento per la nostra famiglia che la ha cambiata per sempre. Nemmeno nella nostra immaginazione, possiamo immaginare una simile violenza, io stesso da piccolo sono sempre cresciuto con l’effige del figlio dello storpio, in certe situazioni, dovevo rimanere alla porta, a volte è capitato di rimanere fuori dalle case anche sotto la pioggia. Sono orgoglioso di esserlo stato e di vivere con questo timbro, datomi solo dall’ignoranza e dalla cattiveria gratuita di alcune persone (erano alcuni anziani degli anni 80 del paese a dirmelo). Per questo evento che ha dovuto subire la mia famiglia, sono equiparato Orfano di Guerra da venticinque anni ed inserito nella lista delle categorie protette, sono dipendente di una cooperativa in servizio presso il Comune di Fabriano come centralinista da quindici anni, spero che in futuro ci possa essere una stabilizzazione del mio servizio. Questi martiri sono sepolti nel cimitero di Serradica e Cacciano (lo stesso cimitero che nonostante le numerosissime segnalazioni, cade a pezzi e avrebbe bisogno di urgenti interventi da parte del Comune) e i miei zii riposano li, con mia nonna Maria Fiammenghi, mio nonno Luigi Poeta e mio padre Francesco Poeta. Ho scritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Presidente del Senato Pietro Grasso, alla Presidente della Camera Laura Boldrini, al Presidente del Consiglio Enrico Letta, al Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca e al Prefetto di Ancona Alfonso Pironti al Sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola, avente come oggetto una semplice richiesta di una lapide/medaglia alla memoria da far mettere nella piazzetta centrale del paese, nel monumento dei caduti. Abbiamo molte vie intestate a vari martiri anche non Fabrianesi e spesso ci dimentichiamo che abbiamo avuto e abbiamo grandi personalità nella nostra città. Come diceva Ghandi: “Ascoltare significa amare”. Ascoltare per amare chi si è sacrificato per noi e che ci ha donato a caro prezzo la libertà la nostra indissolubile ed unica libertà. Ora finalmente ci siamo, dopo una lunga dimenticanza istituzionale, ci sarà una commemorazione a ricordo di questa strage il giorno 08 Ottobre 2013 a Serradica per il 70° anniversario, con la celebrazione alle ore 10,30 della S.S. Messa nella Parrocchia di San Gregorio Magno di Serradica, poi ci sarà una Commemorazione nella piazzetta centrale del Paese con tutte le autorità cittadine presenti, dove verrà scoperta una lapide a ricordo di quell’eccidio. Sarà anche un occasione per ricordarci di tutti quegli eroi che si sono sacrificati per avere oggi, una generazione migliore e di vivere la nostra legittima libertà. Ringrazio per questo motivo tutti coloro che si sono prodigati donandomi il loro sapere e il loro prezioso tempo per questa nobile ed importante causa, coloro che mi hanno fatto toccare con mano i vari certificati e appunti redatti di quel giorno del ’43 e non solo… Da solo non ce l’avrei mai fatta di sicuro, ringrazio pertanto: la segreteria generale del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la segreteria del Prefetto di Ancona Alfonso Pironti, il sindaco di Fabriano Giancarlo Sagramola, Il vescovo Giancarlo Verrecica, la Curia Vescovile, Don Gino Pierosara, Don Marco Szymanski, Don Umberto Rotili, i colleghi dell’ufficio Anagrafe e dell’ufficio affari Generali del Comune di Fabriano, l’ufficio cartelle cliniche della Asur 6 di Fabriano, il Presidente dell’A.N.P.I. di Fabriano Giacomo Scortichini, il Presidente dell’A.N.P.I di Sassoferrato Alvaro Rossi, gli storici, prof. Terenzio Baldoni e Federico Uncini, Il presidente della Comunanza Agraria di Serradica Mauro Marcelli, Carlo Camoranesi (direttore de L’Azione), Alessandro Di Marco (giornalista del Resto del Carlino), le famiglie Fiammenghi, Marcelli e Trombetti di Serradica le quali, mi hanno fornito materiale fotografico dell’epoca e mi hanno donato il loro prezioso racconto dei fatti, le famiglie Ferrini e Koulax direttamente dagli Stati Uniti in quanto, con la loro donazione, sarà possibile realizzare e posizionare una lapide a ricordo, nel monumento dei Caduti di Serradica. A tutti esprimo il mio più sentito ringraziamento per il raggiungimento di questo importante traguardo, che non sarà mai considerato un arrivo ma, una partenza per il futuro, in fondo: “Un popolo che ignora il suo passato non saprà nulla del proprio presente”.

Andrea Poeta, figlio e nipote di questi Martiri.

 

(IL BORGHIGIANO)

Queste sono le mie radici.

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An oversight of the state, lasted seventy long years have passed since the massacre of my family , which took place on October 8 , 1943 in Serradica a small fraction of Fabriano . Finally after a long journey undertaken long ago , I was able to recognize the dignity of the institutions , that dramatic day of the massacre FAM Poet, these four names : Aunt Antonia Poeta ( 28/05/1934 – 08/10/1943 9 years of clear eyes, brown hair , dead torn apart by the explosion of the bomb, my father’s sister ) , Uncle Mario Poeta (10 / 06/ 1939 – 08/10/1943 blue eyes, blonde , aged 3 dead torn apart by the explosion of the bomb younger brother of my father ), Francesco Poeta (my father Cavaliere della Repubblica 12/12/1936 – 02/ 01 / 2011 at the time he was 6 years, with the explosion of the bomb , he is pierced lungs, and having a mouth full of earth, could not breathe with the holes created by shrapnel that pierced his chest , he managed to survive this disaster is for the holes he had in his chest, and the fact that her sister Antonia with her body became his shield, lost an eye and a hand, had the coolness , however, to try to cover his face for groped to save himself ) and his uncle Antonio Poeta (cousin of my father in ’43 his family fled to Serradica to escape the dangers of the war …. my uncle , at the time he was 4 years old, lost his sight ) . That day was a foggy morning (perhaps put there by mother nature to cover that sad event ) and still reigned the stillness of a carefree morning of the game Friday, 8 October ’43 . While they were playing with a ball made of rags tied with a rope , these four innocent children , they found a round object unknown to them under a pile of fagots , that same subject them to a fraction of a second , marked forever their destiny (it was a German hand grenade , with the detonator , tied with a piece of wire to the fagots , so that the first that stood up or moved, the bomb would explode ) . A loud roar like thunder echoed through the valley ( from the stories of the witnesses ) felt by Salmaregia (fraction of Nocera Umbra) to Cancelli (fraction of Fabriano) , and the heart-rending cry of my grandmother Maria Fiammenghi and the screams of the witnesses felt clear and strong to hunt (fraction of Fabriano) . Francesco, Antonia , Antonio and Mario were to examine the ground, did not respond to any external stress , albeit with difficulty breathing only Francesco and Anthonio , Antonia and Mario , there was nothing more to do, died instantly , their remains , were scattered ‘ on the ground, and their clothes , clung to the strength of the shock wave to a fence with bits of flesh dangling . Those children were taken to the Hospital of Fabriano with a cart , and the scene they saw operators in the emergency room, was one of the most dismal scenes never seen before, the bodies of those four children , torn and scarred forever so as to be unrecognizable. Both my father and uncle Antonio Francesco , were operated on by Dr. Corrado Cavina affermatissimo physician and chief surgeon of Fabriano era and later with the help of an American military doctor , were rebuilt by the facial plastic parts disfigured face and skull injured by the blast. They sacrificial victims of World War II , victims of a bomb blast at German hands (the famous German bombs ignition rubbing Kugelhandgranate ) , commissioning them from who knows where the executioner hand. That enemy hands put a definitive end to the dreams they had those children , dreams of hope and peace. We all live free thanks to the sacrifice of these martyrs , many people died at that time in Italy , and many there were even to this day , people who have sacrificed for our freedom . This massacre was a terrible time for our family that has changed forever. Not even in our imagination , we can imagine such violence , I myself as a child are always grew up with the image of the son of the cripple , in certain situations, I had to stay at the door , sometimes it happened to stay out of their homes even in the rain . I am proud to be one state and live with this stamp , given to me only by ignorance and malice of some people (there were some elders of the 80s the country to tell me ) . For this event, he had to suffer my family , are equated Orphan of War for twenty-five years and added to the list of protected categories are employee of a cooperative service with the City of Fabriano as a receptionist for fifteen years , I hope that in the future there may be a stabilization of my service . These martyrs are buried in the cemetery of Serradica and hunt (the same cemetery that despite the numerous reports , is falling apart and in need of urgent intervention by the municipality ) and my uncles buried there, with my grandmother Maria Fiammenghi , my grandfather Luigi Poet and my father Francesco Poet . I wrote to the President of the Republic Giorgio Napolitano , the President of the Senate Pietro Grasso , the Chairman of the Chamber Laura Boldrini , the President of the Council Enrico Letta, the President of the Marche Region, Gian Mario Spacca the Prefect and the Mayor of Ancona Alfonso, Sindaco of Fabriano Giancarlo Sagramola , having as its object a simple request for a plaque / medal to the memory that it puts in the central square of the village, in the war memorial . We have many ways not even registered to various martyrs Fabrianesi and often we forget that we have had and we have great people in our city. As Ghandi said : ” Listen it means to love .” Listen to love those who have sacrificed for us and has given us a high price for our freedom and only freedom indissoluble . Now we finally , after a long institutional forgetfulness , there will be a commemoration in memory of this massacre the day October 8, 2013 at Serradica for the 70th anniversary , the celebration of the SS at 10:30 am Messa in the Church of San Gregorio Magno Serradica , then there will be a commemoration in the central square of the country with all the city officials present , where you will find a plaque in memory of the massacre . It will also be an opportunity to remind us of all those heroes who have sacrificed their lives for today , a generation better and to live our legitimate freedom . Thank you for this reason all those who have labored giving me their knowledge and their valuable time to this noble and important cause , those who have made me see first hand the various certificates and notes taken that day of ’43 and beyond. .. Alone I would not have ever made for sure, thank you so : the Secretariat of the President of the Republic Giorgio Napolitano , the secretary of the Prefect of Ancona Alfonso , the mayor of Fabriano Sagramola Giancarlo , Giancarlo Verrecica Bishop , the Diocesan , Don Gino Pierosara , Don Marco Szymanski , Don Umberto Rotili , colleagues and business office General Registry office of the Municipality of Fabriano , the office records of the Asur 6 of Fabriano , the President of the PNA Fabriano James Scortichini , the President of the PNA of Sassoferrato Alvaro Rossi , historians , Prof.  Terence Baldoni and Federico Uncini, President of the Commonality of Agriculture Serradica Mauro Marcelli , Carlo Camoranesi ( director of L’ Azione ), Alessandro Di Marco ( journalist Resto del Carlino ) , families Fiammenghi , Marcelli and Trombetti Serradica of which, I am have provided photographic material of the time and have given me their precious account of the facts , families  Ferrini and Koulax directly from the United States because, with their donation , it will be possible to create and place a plaque in memory , the monument of the War Serradica . To all I express my deepest gratitude for the achievement of this important milestone , which will never be considered an arrival but a departure for the future , at the end : ” A nation that ignores its past will know nothing of their present .”

Andrea Poeta, son and grandson of these Martyrs

 

(IL Borghigiano )

These are my roots.

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