Strage di Parigi: "La città è terrorizzata"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 8 gennaio 2015 - «Siamo tutti scioccati, c’è un clima di guerra». C’è l’angoscia di chi si trova a dover convivere con il terrorismo nelle parole di Nicoletta Di Monte, maceratese che da anni vive con il marito e due bambini a Parigi, dove lavora nel settore immobiliare. «Noi abitiamo nel XVI arrondissement, vicino alla Tour Eiffel – racconta –, dunque non siamo nella zona del Charlie Hebdo. A darmi la notizia è stato mio marito, che mi ha chiamato al telefono con una voce strana chiedendomi dove fossi io e dove fossero i miei, che sono qui da noi in questi giorni». Anche i suoi genitori sono conosciuti in città: il padre Nicola Di Monte, ex preside, è membro del Cda dello Sferisterio, la madre Ivana è un’insegnante.

«Io stavo accompagnando uno dei bambini a calcio con mia madre. Mio padre invece era al Centre Pompidou, solo e irraggiungibile. Ho avuto due minuti di panico, facendo mente locale su dove fossero tutti i miei familiari. In giro per strada sembra tutto normale, ma alla radio è un bollettino di guerra. Ora qui la gente è impaurita, rabbiosa e pensa sia solo l’inizio. Tra l’altro, questo attentato ha ucciso due dei più grandi fumettisti francesi, molto talentuosi, come se in Italia venisse ucciso Forattini».

La reazione dopo un attacco simile è l’aumento dei livelli di sicurezza. «Stanno applicando il piano Vigipirate, il programma antiterrorismo francese: ad esempio le scuole hanno annullato le gite e non si può più entrare negli edifici, i bambini vanno lasciati all’ingresso. Ci sarà tanta polizia, controlli maggiori negli aereoporti. Certo non si può smettere di vivere, ma l’ansia cresce. Con i bambini cerchiamo di far finta di niente, ma l’angoscia emerge appena senti un rumore strano, o vedi qualcuno che corre per strada o senti stridere le gomme sull’asfalto».



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