Strage di Parigi, una recanatese: "Barricati nel bar al buio, quattro ore senza fiatare"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Recanati, 15 novembre 2015 – «Entrate tutti dentro, subito». Comincia così, con l’allarme dei gestori di un piccolo locale a St. Paul, vicinissimo a Les Halles (luogo delle ultime sparatorie), la notte del terrore di Alessandra Tanoni: 30 anni, recanatese, Tanoni lavora in un’azienda di moda a Parigi, dove abita da due anni. Era uscita a bere qualcosa con gli amici, venerdì sera, doveva essere una serata come le altre. Invece all’improvviso è accaduto l’inverosimile. «Io e i miei amici – racconta Tanoni – eravamo seduti sui tavoli all’esterno di Stollys, il piccolo bar dove ci troviamo di solito. Verso le 22 i proprietari hanno dato l’allarme. Ci hanno detto di entrare, i tavoli sono stati portati dentro e tutte le luci sono state spente. Siamo rimasti nascosti al buio fino alle due, quasi quattro ore, cercando di non fare rumore affinché dall’esterno non si capisse che dentro il bar c’era gente. Subito non ci siamo resi conto della gravità della situazione. Poi, abbiamo capito».

Una cinquantina di persone sono rimaste ferme, in silenzio, chi seduto chi in piedi, cercando di farsi forza l’uno con l’altro: «I gestori sono stati bravi a contenere il panico – prosegue Tanoni –, hanno messo della musica in sottofondo. Ma gli spari si sentivano lo stesso, Les Halles è molto vicino e anche il Bataclan non è distante da lì. Poi si vedevano tanti lampeggianti fuori, e pompieri per la strada». Cosa può passare per la testa, quando si resta nascosti per ore, sotto assedio? «Cercavo di non pensare a nulla – dice Tanoni –, mi concentravo sul rassicurare i miei amici, che da casa chiedevano notizie sulla mia situazione. Ho passato il tempo così. Troppo rischioso uscire dal locale, per un po’ di tempo c’era uno degli attentatori che, riuscito a scappare, era ancora in giro. Poi abbiamo saputo che è stato catturato. Dopo i fatti di Charlie Hebdo c’è voluto tempo, ma sembrava che la calma fosse tornata. E questo è un duro colpo». La Francia è ancora in codice rosso.

Ma c’è voglia di reagire. «La miglior risposta che possiamo dare ai terroristi – dice Tanoni – è quella di far vedere che non abbiamo paura». «C’è un’atmosfera da funerale in giro. Un grande dolore composto – commenta Stefano Carlini Gentili, di Caldarola, che si è fatto coraggio ed è uscito, ieri, per fare una passeggiata –. Venerdì ero al ristorante con altri amici, tra cui un altro maceratese, di Pollenza. Ci sono arrivati messaggi, è così che abbiamo cominciato a sapere e poi renderci conto. Ci siamo subito preoccupati perché due del nostro gruppo sarebbero dovuti tornare nell’undicesimo arrondissement, una delle aree sotto attacco. Così, abbiamo dormito tutti a casa mia, che era vicina».

LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Le quadrelle

Precedente Parigi, coppia di recanatesi allo stadio: "Un incubo tornare a casa" Successivo IL METEO DI OGGI A FABRIANO E NELLE MARCHE -by il Borghigiano-