Straordinari, convegni e informatica: c’è crisi, ma la Provincia spende di più

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Macerata, 3 gennaio 2014 – LA PROVINCIA di Macerata spende poco meno di quella di Milano per le forniture di carta e cancelleria (32mila euro contro 41mila) e addirittura di più per acquistare materiale informatico (16mila euro contro 11mila). Cifre piccole, è vero, ma emblematiche di come la gestione dei soldi pubblici sia spesso illogica. E peraltro ci sono anche tante altre cifre più consistenti che lasciano stupefatti. Come per esempio gli straordinari pagati al personale: nel 2014 dalle casse sono usciti 121.481 euro, circa 20mila in più del 2013. Insomma, qui si parla di stakanovisti, alla faccia di quell’abusato cliché dei dipendenti pubblici fannulloni.

Peraltro, stando ai bilanci, non è solo una questione di quantità di lavoro, ma anche di qualità, grazie soprattutto ai corsi di formazione per tenere il personale aggiornato e al passo con i tempi. E in fondo cosa importa se nell’anno che abbiamo appena archiviato sono costati poco più di 49mila euro, 16mila in più del 2013? La Provincia di Milano ne ha pagati 55.237, solo 6mila in più pur avendo un numero di dipendenti ampiamente superiore. E c’è anche un’ulteriore voce a bilancio, «altri corsi di formazione», cui sono stati destinati 45mila euro (ne erano serviti 8mila nel 2013).

LA LISTA della spesa emerge dal sito internet www.soldipubblici.gov.it voluto dal governo e che consente di monitorare le uscite degli enti locali. Tornando alla Provincia, spiccano anche le bollette per il riscaldamento che ammontano a oltre un milione di euro, riferite non solo agli uffici ma anche per esempio alle scuole che lo stesso ente gestisce.

L’incremento più consistente registrato nel 2014 è quello legato all’assistenza informatica e alla manutenzione dei software: da poco più di 4mila euro a oltre 50mila. Difficile capire quale rivoluzione tecnologica abbia richiesto un così corposo intervento. Spulciando tra i dati, spuntano 45mila euro per attività di pubblicità, anche in questo caso notevolmente aumentate rispetto ai 18mila euro del 2013. E poi i 20mila euro di rimborsi spese agli organi istituzionali, i 23mila per i viaggi, i 13mila per organizzare manifestazioni e convegni (erano stati 4mila nel 2013) e via via fino ai 24mila euro per equipaggiamento e vestiario.

Va detto, d’altro canto, che anche con una gestione più oculata di tutte queste uscite, non si potrebbero compensare i tagli di trasferimenti statali degli ultimi anni (che ammontano a oltre dieci milioni di euro). Ma quando poi si dice che è diventato impossibile, tanto per fare un esempio, contribuire alla stagione dello Sferisterio, viene da ridere. I fondi destinati alla lirica sono stati 400mila euro nel 2012, 200mila nel 2013 e nel 2014. Per trovarli nelle pieghe del bilancio provinciale sarebbe sufficiente uno studente al primo anno di Ragioneria.

 



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