Stregata da Dubai e dal deserto

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Fano, 6 settembre 2014 – Colpo di fulmine per Dubai: una giovane imprenditrice fanese di 29 anni, Ilaria Paci, lascia le sue boutique Mignon e il Salotto di Mignon per trasferirsi negli Emirati Arabi. A Dubai da una decina di giorni, dove lavora in una boutique di Dolce&Gabbana, dipendente di un grande gruppo, Al Tayer, con cui il prestigioso marchio italiano è società, Ilaria racconta la sua «avventura» nel deserto.

Come arriva a Dubai, una ragazza giovane e intraprendente, con una attività già avviata?

«Il mio amore per Dubai nasce non appena ho messo piede nel Paese, tra me e il Burji Khalifa è stato colpo di fulmine durante una vacanza con le mie amiche. Di ritorno, in aeroporto ho iniziato a pensare a quante possibilità avrei potuto avere negli Emirati e ho iniziato a documentarmi su internet. Passati pochi giorni, un paio di notti insonni, ho deciso d’istinto di cambiare la mia vita e di verificare se veramente Dubai era la città in cui desideravo vivere».

E le attività che aveva a Fano?

«Mignon e il Salotto di Mignon, erano due negozi in cui avevo sempre messo anima e cuore, ma sentivo che quell’amore non dava più i suoi frutti, sentivo che a ventinove anni non potevo starmene seduta a guardare la vita scorrermi davanti.

Così con non poco dolore ho deciso di chiudere tutto e di prenotare un volo per due settimane a Dubai. Avevo bisogno di tornare nel deserto. A Dubai non conoscevo quasi nessuno, a parte un amico egiziano che dispensava consigli, ma avevo un obiettivo chiaro: trasferirmi e quindi trovare un lavoro. Con forza, coraggio, un bel sorriso e un po’ di fortuna sono arrivati i primi colloqui, tra i quali quello di lavorare in una boutique per Dolce & Gabbana».

Immagino che parli bene l’inglese, questo l’ha favorita?

«Non è stato per niente semplice affrontare più di un colloquio in inglese in cui venivano messe alla prova un sacco di caratteristiche, ma io volevo fortemente quella posizione ed evidentemente l’ho dimostrato perché dopo un paio di settimane, tornata in Italia, ho ricevuto una telefonata di congratulazioni in cui mi dicevano che avevo ottenuto il lavoro: il 23 agosto mi sono definitivamente trasferita. L’impatto con la città non é stato semplice, lo stile di vita é diverso, il caldo a volte é insopportabile e ogni giorno ci si scontra e confronta con diverse culture, con modalità lavorative diverse. Nonostante ciò é una città viva, senti l’economia pulsare e vieni assunto per quello che veramente dimostri e altrettanto pagato per il contributo che dai all’azienda. Per la prima volta mi sono sentita apprezzata. Ho conosciuto persone speciali che ora sono un po’ la mia seconda famiglia».

E l’Italia?

«Non ho progetti per rientrare in Italia tra un anno, sei mesi o due anni, ho invece progetti concreti di crescita in questo paese e quindi di continuare a vivere in pieno questo amore tra me e Dubai».

E in famiglia come l’hanno presa?

«Mia madre inizialmente è rimasta un po scioccata ma ora, che mi vede felice, lo è anche lei. Inoltre l’azienda mi offre la possibilità di portare un familiare, chissà magari un giorno potrei portarla con me».

Qual è stato l’impatto con un paese musulmano?

«L’impatto è particolare. Noi italiani non siamo abituati a vedere donne completamente coperte o gente fermarsi per la preghiera ma ci si abitua e non è un problema, l’importante è il rispetto».



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