Sub disperso in mare, ricerche ancora nulle

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 9 agosto 2015 – Si affievoliscono con il passare dei giorni le speranze di ritrovare vivo Alessandro Pandolfi, l’operaio 45enne appassionato di immersioni disperso in mare da giovedì pomeriggio, quando si è allontanato dal porticciolo di Marinadorica a bordo del suo gommone, per una battuta di pesca a 15 miglia dalla costa.

E’ stata vana, ieri, la seconda giornata di ricerche del sub fabrianese, che sembra essersi dissolto nel mare che tanto amava e che ormai conosceva alla perfezione.

A rendere meno incisive le ricerche, avvenute anche con il supporto del Manta, l’aereo della Guardia costiera arrivato da Pescara, è stato il mancato arrivo del Rov, il robot telecomandato dei vigili del fuoco di Milano che avrebbe potuto scandagliare il mare anche a 70 metri di profondità. La strumentazione, che permette una visibilità ad ampio raggio, è attesa per domani.

In questi giorni è stato utilizzato un altro robot, che però garantisce un raggio di visibilità molto meno ampio. Anche oggi in ogni caso le ricerche hanno visto impegnate le motovedette della Capitaneria di porto, che hanno esteso le ricerche attorno alla piattaforma dell’Eni battezzata Clara Ovest, dove il gommone di Pandolfi, un Marshall M90 di 5 metri, è stato trovato ancorato.

Stando alle indagini coordinate dal reparto operativo della Direzione marittima di Ancona, il cellulare di Pandolfi, ritrovato a bordo del gommone, avrebbe agganciato per l’ultima volta la cella telefonica di Torrette alle 23 di giovedì sera.

Probabilmente il segnale indica l’ultima volta in cui il cellulare è stato chiamato prima che gli uomini della Guardia costiera lo ritrovassero, non necessariamente l’effettivo utilizzo del telefonino.

Le ricerche, oltre che i fondali e la superficie, non hanno trascurato nemmeno la stessa piattaforma estrattiva, installata al largo della costa di Falconara: la struttura resta sempre aperta e i sommozzatori dei vigili del fuoco del distaccamento porto sono saliti fino ai locali destinati al personale, comprese le cucine, per assicurarsi che Pandolfi non avesse cercato rifugio all’interno.

Un tentativo che purtroppo non ha dato esiti. Come avvenuto giovedì, ieri le ricerche sono andate avanti fino al tramonto, per riprendere stamattina.

Nessun commento arriva dai familiari e dagli amici contattati dal Carlino, che hanno preferito chiudersi nel dolore in un momento in cui la speranza sta lasciando spazio alla disperazione. Originario di Cesena, Alessandro Pandolfi si è trasferito a Fabriano quando era ancora un bambino e lavora come operaio specializzato nel taglio della carta nello stabilimento di Ventralla delle cartiere Miliani-Fedrigoni, dopo l’esperienza alle Cartiere Burgo.

Gli amici lo descrivono come un amante dell’avventura e soprattutto come un esperto di apnea.

Il timore è che abbia avuto un malore durante l’immersione, malore che, in regime di ossigeno ridotto come è quello dell’apnea, può essere facilmente fatale.

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