Subbuteo World Cup: tutti dovranno fare i conti con Carlos Flores tra gli Open

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

San Benedetto, 10 settembre 2015 – Saranno 64 gli atleti adulti che si sfideranno sui campi del Palaspeca per la World Cup di Subbuteo nella categoria Open. E’ prevista una prima fase a gironi e, poi, l’eliminazione diretta.

Proviamo a ragionare sui pronostici lavorando per probabili fasce di merito. Tra le possibili sorprese Axel Donval (Fra) e Marcel Kwiatkowski, il tedeschino che ha dominato negli anni scorsi nelle categorie under.

Altro brutto cliente Bessim Golger (Bel), ma da non sottovalutare anche Wolfgang Haas (Aut) e Alexander Ruf (Ger).

Saliamo di fascia e incontriamo Sérgio Loureiro (Por), Saverio Bari, storico portacolori azzurro, Sami Targui (Bel) che ha già dimostrato di saper vincere un major e Mark Gauci (Mal), di ritorno in Italia dove vestirà la maglia dei grifoni di Perugia.

Su un livello ancora superiore posizioniamo di diritto Sèrgio Ramos (Por), vice-campione nel 2014, quindi la coppia degli enfant terrible Luca Colangelo e Luca Zambello (Ita) e l’ostico Spyros Hantzaras (Gre).

In cima Juan Noguera (Spa) e Daniele Bertelli (Ita) hanno già bevuto dal calice della vittoria e lo spagnolo è campione uscente.

A questi si aggiunge il talentuoso Nikos Beis (Gre), che ha fatto benissimo con la divisa biancazzurra degli Eagles Napoli nel campionato italiano.

Ma tutti dovranno fare i conti con colui che quando è in giornata non conosce ostacoli: Carlos Flores (Spa) che alla vigilia sembra il più determinato, dall’alto della sua esuberanza e della sua sicurezza, deciso a mantenere in terra iberica il titolo che gli spagnoli conquistano da tre anni.

Sotto talune circostanze l’unico in grado di tenergli botta è un altro autentico fuoriclasse, Max Nastasi (Ita).

Infine sua “maestà” Vasco Guimarães. Il portoghese manca da quasi dieci anni. Stavolta ci sarà. I riflettori sono puntati su di lui, per capire la sua voglia di dimostrare, lottare e vincere, nonostante una parabola che ha già toccato l’apice e forse sta lievemente declinando.

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