Sui prati fioriscono le orchidee, Antonello Collesi le racconta con le foto

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 15 maggio 2015 – Con la primavera anche il nostro entroterra si veste a nuovo. Tra i mille colori, un fiore da sempre amato e ammirato: l’orchidea! In questi giorni, approfittando del massimo del suo splendore, l’appassionato di fotografie Antonello Collesi di Apecchio, è andato a fotografarla, tracciandone anche una breve storia.

“Già nel 1893 Domenico Matteucci, mio concittadino e insegnate di storia naturale – spiega Collesi- pubblicò il libro «Monte Nerone e la sua flora». Nel suo lavoro Matteucci segnalò varie specie di orchidee, il sito di riproduzione, l’altitudine, la conformazione geologica e il clima”.

Un libro ormai consultabile solo nelle biblioteche e che è stato donato in copia ai suoi amici apecchiesi, una decina d’anni fa dal compianto Delio Bischi, cultore e appassionato di storia locale.

“Si – aggiunge Antonello Collesi- Domenico Matteucci fu un precursore nello studio della flora e geologia del territorio dell’alto pesarese, i suoi libri e la sua corrispondenza con illustri docenti universitari dell’epoca ne certificano la metodologia scientifica. In questi ultimi decenni, molte persone si sono appassionate nella ricerca delle varie specie di orchidee che nascono spontanee nella provincia di Pesaro-Urbino. Ovviamente la parte montana è quella che conta il maggior numero di orchidee presenti sul territorio provinciale. La famiglia delle orchidacee conta 25.000 specie in tutto il mondo, nella penisola italiana sono presenti 150 specie raggruppate in 31 generi, nelle Marche le specie segnalate sono 70, nella provincia di Pesaro-Urbino non arrivano a 60. Con la primavera il nostro territorio si anima di questi colori e come diceva il poeta Guido Piovene «Ritroviamo l’infanzia del nostro mondo»”.

Ma le orchidee sono piante erbacee perenni?

“Si, il loro ciclo, in alcuni casi, se le condizioni sono favorevoli, può raggiungere i vent’anni. Del genere Serapias, nel territorio di Apecchio, sono presenti tutte e quattro le specie. L’etimologia del nome Serapias deriva da Serapis (dio egiziano del vino). I greci usarono questo dio per chiamare l’orchidea Serapias ritenuta afrodisiaca. Dobbiamo essere orgogliosi di appartenere ad un territorio unico che va tutelato per le generazioni futuro. I nostri luoghi, per chi ha sensibilità, sprigionano emozioni assolute!”.

 



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