Suicidio di Ciferri, il sacerdote: “Volevo parlare con lui, non ho fatto in tempo”

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

 Fermo, 23 ottobre 2014 –  “Siamo pronti a scagliare la prima pietra, sempre pronti a giudicare, dobbiamo tornare a una logica d’amore”. Sono le parole di don Salvatore Sica, pesanti come pietre, il giorno del funerale di Gianluca Ciferri, suicida qualche giorno fa nel carcere di Marino Del Tronto. Una giornata di pioggia e di gelo, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli a Montone, piena di amici, di bambini, di dolore muto, di un freddo che è anche nell’anima oltre che fuori.

“Avrei voluto parlarci con Gianluca, ha aggiunto il sacerdote, avrei voluto dirgli che non era quella la fine. Avevo fatto la domanda, stavo aspettando il permesso di andarlo a visitare. Non ho fatto in tempo e mi dispiace, volevo dirgli che tutto può ripartire, che nel cuore di Dio c’è posto per ciascuno dei suoi figli. Che non possiamo essere giudici degli altri e dobbiamo unirci, nell’amore del Signore”.

Non ha fatto in tempo don Salvatore e oggi resta il dolore della famiglia, dei tre figli sconvolti dall’improvvisa scomparsa del padre, dentro una storia che non ha vincitori né vinti ma solo una lunga, lunghissima scia di sofferenza e disperazione. 
 



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