"Svegliato da una luce accecante". Rapinato in casa nella notte

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pergola (Pesaro e Urbino), 18 ottobre 2015 – «Sono stato svegliato di soprassalto da una luce accecante puntata negli occhi e prima che potessi dire o fare qualcosa mi sono trovato addosso due persone che mi hanno immobilizzato, mentre quell’altro, il terzo, continuava a spararmi la torcia in faccia. ‘Non ti muovere, non urlare, stai zitto, fermo, fermo’ ripetevano tenendomi bloccato sul letto; una cosa terribile». Comincia così il racconto della notte da incubo di Flavio Fabiani, 66enne di Montesecco di Pergola (una frazioncina nelle campagne cesanensi con 20 abitanti e una quarantina di abitazioni, molte delle quali utilizzate solo d’estate o nei weekend), vittima l’altra notte di una rapina in casa ad opera di tre soggetti, probabilmente stranieri, ma che parlavano bene anche l’italiano.

«Erano circa le tre – riprende Flavio -; io ero andato a letto all’una e 45 dopo aver guardato la televisione e stavo dormendo tranquillamente, quando è successo tutto: mi sono trovato davanti, anzi addosso, quei tre, tutti alti e robusti, con il passamontagna che gli copriva il volto. Continuavano a ripetermi di stare in silenzio in un italiano normale, ma quando si dicevano le cose tra loro usavano una lingua straniera di cui non capivo niente. Non son dire se era una parlata dell’est o di un’altra zona. Mi è sembrato che non fossero armati; io non ho visto né coltelli, né fucili o pistole; avevano però, un piede di porco e un altro arnese in ferro che ogni tanto sbattevano nel letto. Ad un certo punto mi dicono: ‘dicci dov’è la chiave della cassaforte se no ti meniamo’. La cassaforte è in camera e loro l’avevano già vista. Lì per lì sono stato zitto, ma quelli continuavano a ripetere ‘ti meniamo, ti meniamo’ e allora, temendo di essere picchiato o di fare una fine ancora peggiore, gliel’ho detto. Hanno portato via tutto quello che c’era dentro – prosegue Fabiani, con la voce che ogni tanto si spezza perché il ricordo di quanto successo è vivo e devastante -; denaro, sui 700 euro; un po’ di oggetti d’oro; e alcune monete antiche».

Non paghi, i delinquenti hanno concentrato la loro attenzione addosso alla vittima: «Dopo aver ripulito la cassaforte, mi hanno sfilato un anello d’oro che avevo al dito e anche la catenina, sempre d’oro, dal collo. Poi mi hanno intimato di stare fermo in camera e di non chiamare nessuno fino al mattino e sono fuggiti. Tra quando mi hanno svegliato e quando sono scappati saranno trascorsi si e no 10 minuti, ma sono stati interminabili. Adesso che è passata ringrazio Dio che non sono stati volenti e che non mi hanno picchiato, certo però, si tratta di una cosa che mi porterò dentro per sempre; un’esperienza davvero brutta, forse la più brutta di tutta la mia vita».

Qualche ora prima della rapina, esattamente alle 22,30, Fabiani aveva sentito suonare al campanello di casa e aveva guardato da dietro le persiane di una finestra chiedendo ‘chi è’, ma non ha ottenuto risposta. Forse si trattava dei malviventi che avevano già adocchiato la sua abitazione e volevano capire se dentro c’era qualcuno.

LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Le quadrelle 

Precedente Misano sgozzato dopo la discoteca Gravissimo ragazzo di 27 anni di Gabicce Successivo "Pompieropoli" a Urbino. I bambini si emozionano a spegnere gli incendi