Sventato l’attacco dei banditi, il bancomat non salta

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Pesaro, 2 agosto 2015 – Hanno provato a far saltare una banca. O meglio, il bancomat della Popolare dell’Adriatico di Novilara, quella all’angolo del paese. Ci sono andati vicini al colpaccio ma il piano è saltato all’ultimo momento perché un residente della zona ha sentito, alle tre di notte, il rumore molto strano di un trapano. Siccome a Novilara a quell’ora si può sentire al massimo il fruscio di qualche zanzara, il testimone ha capito in fretta che doveva trattarsi di qualcosa di poco piacevole. Non sapeva ancora ai danni di chi, ma per non correre rischi ha chiamato il 113: «Qui a Novilara sento il rumore di un trapano vicino alla banca».

Una pattuglia è volata verso il paese stando attenta a non inserire la sirena. Si tentava insieme ad altre auto di sorprendere i banditi sul fatto. Non è andata così ma è stato sicuramente evitato lo scoppio del bancomat. I malviventi infatti avevano posizionato un palo lungo la strada che da Pesaro sale in paese. Nel vedere arrivare la pattuglia, ha dato l’allarme ai complici che a quel punto avevano già forzato la porta del bancomat, fatto un foro nella struttura in acciaio per far passare il gas e posizionate le due bombole per iniettare il gas in modo da saturare l’ambiente e far scoppiare la cassaforte. Arrivati a pochi minuti dal boom, il “palo” ha avvertito di fuggire vie perché stavano arrivando le auto della polizia. Così i banditi, almeno tre, si sono dileguati a piedi per le viuzze di Novilara abbandonando sul posto tutto il materiale usato per far scoppiare il bancomat (mola, mazza, piedediporco, bombole e un lampeggiante) compresa una Panda rubata per arrivare all’obiettivo. Le ricerche condotte per tutta la notte dalla polizia non hanno avuto l’esito sperato.

Esattamente il 15 maggio 2009, la stessa banca aveva subìto un assalto vero e proprio da parte di una banda di malviventi. In quel caso, hanno agito di pomeriggio utilizzando un camion in retromarcia (un vecchio Fiat 170 nc 26 cassonato rubato ad una scuola guida di Riccione) indirizzandolo come un ariete contro una finestra della piccola filiale. «Un terremoto, ha tremato tutta la casa», raccontò l’inquilina del piano di sopra. Il bottino fu di 10mila euro, rapinato a due attoniti impiegati.

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