Tares, una patrimoniale che pesa sui poveri e sui morti


FONTE AFFARITALIANI.IT

imu tasse

di Guido Beltrame

Nel diritto tributario italiano esistono le tasse (che rappresentano il corrispettivo che il contribuente paga per un servizio ricevuto – talvolta solo teoricamente – come la tassa per la raccolta dei rifiuti a Napoli) e le imposte (che rappresentano un corrispettivo che il contribuente paga per il funzionamento generale della macchina statale/locale – come le imposte sul reddito). Con la Tares qualche piccolo burocrate è riuscito a fondere i due concetti creando l’impostassa, una mutazione genetica sconosciuta al nostro ordinamento. Un risultato unico al mondo probabilmente! Un mostro di natura. Un record del quale, in ogni caso, non andare troppo fieri. E ancora: la prima, concreta manifestazione, in Italia, della mitica “tassa sui morti”. Addirittura? Addirittura! E non basta: è anche una “tassa sui poveri”, perché in molti casi chi sta messo peggio, pagherà di più. Addirittura? Addirittura!

Andiamo con ordine. In primis l’impostassa sostituirà la tassa sulla raccolta dei rifiuti ma con una “piccola” variante. Per la sua quantificazione, oltre ai componenti il nucleo familiare, si considereranno anche i metri quadri nei quali vivono. Ma non sono i metri quadri a produrre i rifiuti, sono le persone! E’ di immediata comprensione che, chi è rimasto solo, produrrà meno rifiuti rispetto a quando viva felicemente insieme a un’altra persona. Ma è quasi certo che con la nuova impostassa andrà a pagare di più. E’ qui che la nuova Tares incarna per la prima volta la mitica “tassa sui morti”: quando una coppia di anziani si esaurisce perché uno dei due cessa di vivere, l’altro paga di più. Nobile manifestazione dello stato sociale: vero, caro presidente Monti?

Non solo, i cittadini onesti dovranno coprire la quota che i disonesti non pagano perché morosi. Un altro comportamento dello Stato che si ripropone, scaricando su terzi quelle che dovrebbero essere proprie peculiarità, come una palese manifestazione di incapacità e impotenza nell’individuare e colpire i disonesti.

Come dicevamo, una parte dell’impostassa (30 centesimi al metro quadrato che i comuni potranno portare a 40) è legata ai metri quadrati, con il paradosso che un bilocale in periferia pagherà più di un monolocale in pieno centro vista Madonnina! Ed è così che “la tassa sui morti” diventa anche una “tassa sui poveri”.

Sarà una specie di addizionale dell’IMU (che però si calcola sulla rendita catastale, non sui metri quadrati posseduti) o una piccola patrimoniale perché un tributo legato al possesso di metri quadrati, è un’imposta sul patrimonio: chiamiamo le cose con il loro nome!

La corsa ai ripari delle ultime ore dice che il peso della Tares si sentirà a dicembre, così sarà un problema del prossimo governo e, a dicembre, ci si domanderà come mai gli italiani, dopo aver pagato il saldo dell’IMU, il secondo acconto delle imposte a fine novembre e l’acconto IVA (per chi lo deve versare alla fine dicembre), non avranno soldi da spendere per i regali di Natale…

Le statistiche dell’ultimo trimestre del 2012 hanno appena evidenziato un nuovo record della pressione fiscale. Con l’impostassa – la tassa sui morti e sui poveri – le cose non potranno certo andare meglio.

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