Fabriano – Unione Montana, Solari «Tariffe salate e faciloneria, così i tartufai si estinguono»

Solari

UNIONE MONTANA SOLARI ATTACCA L’ENTE – L’UNIONE MONTANA invia le sollecitazioni di pagamento del tesserino per la raccolta tartufi sul territorio anche a chi è deceduto ormai da molti anni. «In un caso – annuncia il consigliere comunale del Polo 3.0, Sergio Solari (foto) – l’invito al rinnovo è arrivato ad un uomo deceduto da ben 12 anni e suo nipote mi ha contattato per esternare giustamente tutto il proprio disappunto. Mi risulta che di lettere ‘sballate’ siano state spedite anche a molti altri soggetti non più in vita a dimostrazione di come l’Unione montana appena entrata in vigore abbia sùbito commesso un passo falso». Un caso di fatto simile a quanto avvenuto nei giorni scorsi ad Ancona dove, come già riferito dal Carlino, è stato notificato il pagamento della Tasi anche a chi era deceduto ormai da tempo, ma in questa circostanza sono pure altre i rilievi su cui si basa la polemica politica. Rispetto allo scorso anno, infatti, il tesserino (che doveva essere rinnovato entro metà maggio) è sensibilmente aumentato di costo, passando dai 16 euro del 2014, ovvero il solo acquisto della marca da bollo, ai 66 euro complessivi attuali, cioè i 16 della marca a cui aggiungere 50 euro di bonifico a favore proprio dell’Unione montana. «Non ha senso quadruplicare i costi da un anno all’altro in questa maniera», affonda il colpo Solari. «Guardacaso si è passati dagli oltre 90 tesserati di un anno fa agli attuali 20. Un crollo totale di adesioni che testimonia quanto fuori luogo e spropositato fosse l’aggravio finalizzato a finanziarie l’ente che però ha incassato ben poco se si considerano le spese per l’affrancatura e gli invii di molteplici lettere, alcune delle quali ai defunti e dunque del tutto inutili. Così facendo si perdono svariate decine delle cosiddette sentinelle del territorio, perché proprio i cercatori di tartufi sono da sempre soggetti che amano la natura e che effettuano segnalazioni di eventuali storture o azioni di scarso senso civico essendo molto spesso a contatto con le aree verdi del comprensorio. Insomma, un fallimento su tutta la linea di cui chiedere il conto anche al sindaco Sagramola in qualità di presidente dell’Unione».

(FONTE IL RESTO DEL CARLINO -Alessandro Di Marco)

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