Tassa sui terreni agricoli: “Una situazione ridicola, ma che non fa più ridere”

tasche vuote

IL BORGHIGIANO FABRIANO © IL BLOG – Vorrei sottoporre all’attenzione dei lettori la bizzarra situazione in cui si sono venuti a trovare alcuni cittadini del Comune di Genga e non solo, relativamente alla tassa sui terreni agricoli e montani, imposta sul Consorzio di Bonifica delle Marche da esigere in due comode rate (31 luglio e 30 novembre 2015). Premesso che nel lontano passato i nonni ed i bisnonni erano soliti perlopiù assegnarsi i campi su parola e non davanti a un notaio, ora molte persone si trovano formalmente ad essere proprietari degli stessi. Vorrei precisare che trattasi di terreni in zone collinari o montane, una volta coltivati per la sopravvivenza, e non latifondi da cui ricavare ricchi raccolti. Adesso, vorrei chiarire perchè ho definito bizzarra (chiaramente un eufemismo) questa situazione: la persona, che è tenuta al pagamento, è stata scelta perché è la prima in ordine alfabetico; la suddetta dovrebbe chiedere ai contestatari della partita consortile la somma spettante ad ognuno, anche se residenti all’estero o sparsi sul territorio italiano. Ne consegue che il malcapitato scelto, oltre al disagio di accollarsi per sempre il pagamento di questo balzello, che tramanderà sicuramente ai suoi eredi, verrebbe a spendere di più per rintacciare i cointestatari che sborsare di tasca prorpia il dovuto. La situazione appare talmente ridicola, che verrebbe la voglia di farci sopra una bella risata, se non fosse che il contribuente italiana ha ormai le tasche piene, non di soldi, ma di tasse dovute anche alla riapertura di enti come il Consorzio di Bonifica delle Marche.

Bettina Chiavelli – Fonte L’Azione

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