Tasse sulla casa: ultima chiamata, domani il saldo

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IL BORGHIGIANO FABRIANO IL BLOG DELLE MARCHE – ULTIMA CHIAMATA per saldare l’Imu e la Tasi del 2015. L’appuntamento di domani, ormai diventato una tradizione prenatalizia, questa volta sarà speciale. Perché, per molti dei 25 milioni di proprietari di immobili chiamati al versamento, questo sarà l’ultimo pagamento dell’odiatissimo obolo: dal prossimo anno le tasse sulla prima casa andranno definitivamente in pensione. Almeno si spera. Una sola cosa resta immutabile: anche questa volta, per il quarto anno consecutivo, il carico fiscale per i cittadini aumenterà.

UN PROMEMORIA: la Tasi viene sempre pagata da proprietari e inquilini degli immobili, mentre l’Imu non riguarda l’abitazione principale e le sue pertinenze. La combinazione di Tasi e Imu, per le seconde case, non può superare le aliquote massime indicate dalla legge. Come avviene ogni anno, poi, non si tratterà soltanto di pagare, ma di calcolare quanto bisogna versare. E qui entreranno in gioco commercialisti e centri di assistenza fiscale. A giugno, per la prima rata, il riferimento erano state le aliquote dell’anno precedente. Ora, invece, bisognerà andare a recuperare sul sito della propria amministrazione o sul dipartimento Finanze del ministero dell’Economia la delibera aggiornata, che potrebbe avere ritoccato qualcosa. Nelle pieghe delle nuove regole, poi, andranno verificate anche le agevolazioni e le detrazioni, per le quali gli enti locali hanno sostanzialmente carta bianca e che, quindi, possono variare di molto a seconda dei diversi territori. Bisognerà prendere come riferimento la rendita catastale (presente sull’atto di proprietà), rivalutata del 5% e moltiplicata per 160, in caso di abitazioni e pertinenze. Questo valore andrà moltiplicato per l’aliquota. Molti Comuni, comunque, mettono a disposizione dei software che fanno il conteggio in automatico. Il principio generale è che andrà considerata abitazione principale quella in cui il proprietario abita e dove ha la residenza: quindi, chi non ha trasferito la propria residenza rischia di pagare come se avesse a disposizione una seconda casa.

GLI IMMOBILI di lusso (nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9) pagheranno sempre l’Imu anche quando sono prima casa; potranno, al massimo, beneficiare di qualche sconto fiscale. A cantine, box, posti auto andranno applicate le stesse regole previste per l’immobile a cui sono collegati. Qualche eccezione importante, comunque, va ricordata. Viene considerato prima casa anche l’appartamento affidato all’ex coniuge dopo una sentenza di separazione o divorzio. Sono esentati i cittadini residenti all’estero, nel limite di una sola unità immobiliare, purché siano pensionati. I Comuni, poi, hanno la possibilità di esentare dal pagamento alcune categorie particolari di beni, come gli immobili di proprietà di anziani e disabili ricoverati in casa di cura o come gli appartamenti concessi in comodato dai genitori ai figli, a condizione che siano utilizzati come abitazione principale. Notizia riferita dal Resto del Carlino da Matteo Palo

 

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