Teatro romano, guarda la ricostruzione in 3D

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Fano, 3 marzo 2016 - Ecco come appariva il teatro romano di via De Amcis (area di proprietà de La Filanda di Minardi e Sperandini) in epoca augustea. La ricostruzione virtuale 3 D di Paolo Clini e Roberta Barcaglione di Dicea-Distori Heritage (Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Architettura) dell’Università Politecnica delle Marche mostra la struttura in tutta la sua bellezza. Le immagini – alla base ci sono i rilievi laser effettuati da Archeo Fano – sono state mostrate lunedì pomeriggio nel Centro Studi Vitruviani a Sergio Rizzo (giornalista del Corriere della Sera), in città proprio per realizzare un servizio sul teatro: presenti i vertici del Centro Studi Vitruviani (il presidente Luciano Filippo Bracci, il vicepresidente Dino Zacchilli, il coordinatore scientifico Paolo Clini) e per il Comune di Fano l’assessore alle Politiche Comunitarie, Caterina Del Bianco, autrice nel 2011 di una tesi di laurea in Architettura proprio sul teatro romano).  Rizzo era stato contattato, a giugno dello scorso anno mentre era in città per il Passaggi Festival, dall’ingegnere Vittorio Russo che abita nel condominio che si affaccia sugli scavi del teatro e che da anni si batte per il recupero dell’area. «Uno degli incontri di Passaggi – racconta Russo – a cui partecipava Rizzo era dedicato proprio alla tutela dei beni culturali come strumento per uscire dalla crisi. E così ho pensato fosse il caso di mostrargli lo stato in cui si trovava il nostro teatro: imbarazzante».

Allo stato attuale gli scavi del teatro romano, infatti, convivono con erbacce, animali morti e teloni di plastica in parte laceri e che non svolgono più la originaria funzione di protezione delle gradinate del teatro: dai fasti dell’epoca augustea allo stato di abbandono di oggi.  Ma perché il teatro romano scoperto nel 2001, dopo quindici anni non è stato valorizzato? «Fino a quando il Comune non diventerà proprietario dell’area – spiega l’assessore alle Politiche comunitarie, Caterina Del Bianco – non è possibile elaborare progetti e sfruttare le relative opportunità finanziarie». «Spero che Comune, Soprintendenza e proprietà privata si diano una mossa – aggiunge l’ingegnere Russo – affinché il teatro diventi motore di sviluppo e di turismo per Fano». Il teatro romano fu scoperto mentre erano in corso gli scavi per le fondamenta di appartamenti che sarebbero dovuti nascere nell’area dell’ex Filanda. Lavori poi bloccati. Secondo la ricostruzione degli archeologi, confermata dai rilievi laser di Archeo Fano, e che oggi trova concretezza nelle ricostruzioni 3 D di Clini e Barcaglione, sembra che il teatro contenesse tra gli 8 e i 10 mila spettatori, avesse due ordini di gradinate, una ampiezza totale di 66 metri e una altezza, compreso il velario di circa 20 metri.

«La cosa più interessante della ricostruzione 3 D – spiega Clini – è il suo valore filologico ed estetico con la perfetta rispondenza del modello realizzato rispetto alla realtà dell’edificio romano. Abbiamo anche un video 3D dell’intera città romana con la ricostruzione e la giusta collocazione degli edifici esistenti». L’intero lavoro sarà presentato in un incontro pubblico mentre Clini spera, risorse permettendo, di completare i rilievi laser ancora mancati (i resti sotto la Memo e la cinta muraria) e soprattutto di ricostruire in 3D l’anfiteatro romano, sotto il condominio di corso Matteotti, di cui non si conoscono con esattezza ampiezza e altezza. Il teatro risorge in 3D: le foto mai viste Un progetto ricostruisce il sito archeologico romano di via De Amicis “

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