Tecnowind, dal vertice arrivano segnali positivi

IL BORGHIGIANO 2013

FABRIANO
Siglato l’accordo sindacale alla Tecnowind. «Alla nuova proprietà e, soprattutto, alle banche il compito di dare un futuro stabile a 700 lavoratori fra diretti e indiretti», commenta il responsabile regionale della Fim, Massimo Bellucci. Mentre Confartigianato lancia l’allarme: «La ripresa è lontana».
L’ACCORDO SINDACALE
È’ stata una giornata in chiaroscuro quella di ieri per il sistema economico fabrianese. Alla Tecnowind si è svolto il primo incontro ufficiale fra il nuovo proprietario Roberto Cardinali, che ha acquistato nel luglio scorso l’azienda che produce cappe aspiranti anche per conto anche del Fondo di investimento Atlantis, e le parti sociali. «Non siamo entrati nello specifico del piano industriale, che sarà affrontato il 30 settembre – spiega Bellucci – Dopo gli accordi con le banche creditrici e i fornitori, abbiamo dato seguito siglando quello sindacale, dove è stata data la disponibilità dei lavoratori ad eventuali turni lavorativi di sabato, qualora si verificasse la necessità».
Dal punto di vista lavorativo, infatti, nonostante tutta la vertenza che ha portato alla vendita, «pare che non siano stati persi clienti e la necessità di qualche sabato lavorativo sia effettiva». Dopo aver lavorato per tutto agosto, la prossima settimana si lavorerà in 10 linee su 12. Dal 16, 11 linee su 12, quindi quasi tutti i 350 lavoratori saranno coinvolti. «La proprietà ha affermato che dopo settembre si capirà meglio il futuro».
Ora, con l’accordo sindacale in mano, non resta che discutere del piano industriale che ai primi di ottobre dovrà essere depositato in Tribunale per chiedere al giudice fallimentare il concordato in continuità, «necessario per dare stabilità a questa realtà produttiva».
L’ALLARME DELLA CGIA
A far da contraltare a una vertenza che volge in senso positivo arriva l’analisi di Cgia. «L’autunno si apre denso di incertezza – dice il segretario Simone Clementi – L’incognita commesse è quanto più attanaglia gli imprenditori. Se si considera i livelli di produttività pre-crisi e la congiuntura ante 2008, possiamo concludere che la mole delle commesse ha subìto una flessione del 40, quasi 50% in tutto. Occupazione e produzione sono appesi a un filo».
Nei primi sei mesi dell’anno 75 imprese artigiane hanno cessato attività, 53 le iscrizioni per un saldo negativo di -22. Alla stessa data, l’anno scorso, il saldo era più contenuto (-11). «Occorre lavorare duramente per la diversificazione del sistema produttivo fabrianese. Così come è urgente che l’impianto delle infrastrutture sia completato con la realizzazione della Quadrilatero».

Claudio Curti (IL MESSAGGERO)

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