Teoria gender, parapiglia a teatro

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Civitanova Marche, 21 giugno 2015 – Momenti di tensione venerdì sera al teatro Conti di San Marone durante il convegno «Diritto all’identità. Teoria del gender e libertà di educare», promosso dal Movimento per la vita di Civitanova insieme ad altre realtà locali. Alcuni contestatori ed esponenti delle associazioni femministe hanno fortemente polemizzato sull’intervento dell’avvocato Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la vita e relatore dell’incontro. L’appuntamento era incentrato contro «quelle teorie del gender», che «vogliono cancellare la differenza fra uomo e donna, considerandola non un fatto naturale ma il frutto di una mentalità e di un tipo di educazione». Teorie che per Amato «sono poco conosciute ma che si stanno insidiando in quattro canali: normativo, giudiziario, mediatico e scolastico».

Il casus belli nell’incontro, proprio un passaggio di Amato legato all’educazione scolastica, che è stato interrotto dai contestatori con applausi «ironici», seguiti da grida: «Buffone». Si è così scatenato un parapiglia con la platea (c’è chi ha anche apostrofato le dissidenti come «fasciste», invitandole ad uscire), con alcuni spettatori che, non gradendo particolarmente la protesta, sono scattati verso i contestatori. Le forze dell’ordine hanno tenuto la situazione sotto controllo con il loro intervento tempestivo e la tensione si è fermata a qualche parolaccia e urlo di troppo. Il tema del resto è all’ordine del giorno, ed è stata grande la partecipazione al teatro Conti, tanto che gli organizzatori hanno predisposto diverse file di sedie anche nel piazzale esterno, proiettando su un maxi schermo la conferenza che si stava svolgendo sul palco. Circa 700 i presenti.

L’indomani proprio le associazioni «dissidenti» Donne di mondo, DirittoForte, Las Safinas, Agedo e singoli cittadini scrivono che l’incontro a cui hanno assistito «suscita stupore e costernazione per i toni violenti, l’assenza di confronto reale, la chiusura totale su temi fondamentali e irrinunciabili per la vita di tutti» e che le teorie esposte nel dibattito «sono a dir poco discutibili, cavalcano i pregiudizi e le paure della gente, incitano alla discriminazione sessista e all’omofobia». L’appuntamento aveva scatenato anche un dibattito nei giorni scorsi, con l’Arcigay e altre associazioni che si erano scagliate contro la decisione del Comune di concedere il patrocinio all’iniziativa. Ieri anche il consigliere di maggioranza Pier Paolo Rossi ribadisce la sua contrarietà a quel patrocinio. «Purtroppo non è una questione di libertà di opinione – scrive Rossi –, certe iniziative travalicano la libertà di espressione e non fanno altro che alimentare terrore, paura dell’altro e scontri sociali nella insensata difesa di idee anacronistiche quanto mai distanti dal rispetto della persona». E ribadisce la distanza «da un’amministrazione da sempre sensibile a questi temi e che aveva negli intenti di programma l’istituzione del Registro delle unioni di fatto».



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