"Teramo in D con -20". L’Ascoli è più vicino alla B

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Roma, 13 agosto 2015 - Nessuna incertezza e nessuna esitazione: la Procura federale ha colpito il Teramo con la veemenza di chi ha in mano tutti gli elementi (e anche di più) per decretare come ‘gravissimo’ l’illecito commesso. Oltre ogni ragionevole dubbio. La retrocessione all’ultimo posto (quindi il ‘salto’ in serie D) e i 20 punti di penalizzazione sono una richiesta pesante come un macigno (FOTO)

Il sostituto procuratore Gioacchino Tornatore, giovane e agguerrito vice di Palazzi, ha tenuto per oltre un’ora corte, uditori e sala stampa con la schiena dritta sulla sedia. Tornatore ha ripercorso con lucidità e dovizia di particolari le tappe della combine, aggiungendo gli inediti dettagli forniti dalle audizioni. Dettagli che, come un corpo unico, confermano i sospetti e inchiodano la società biancorossa e il presidente Campitelli.

«Il primo contatto – sostiene Tornatore in uno dei passaggi principali – è tra i due direttori sportivi di Teramo (Di Giuseppe) e L’Aquila (Di Nicola), che si danno appuntamento per incontrarsi lontano da occhi indiscreti. Di Nicola in quella giornata ci risulta che abbia incontrato anche Campitelli, il che è confermato dall’sms inviato alla segretaria de L’Aquila a cui scrive: “Sono da Campitelli”. La difesa sostiene che si tratti di un bar ma è un’ipotesi che respingiamo fermamente in considerazione del contesto in cui questo avviene».

Tornatore si sofferma poi su uno dei punti più controversi delle intercettazioni, quello in cui per due lunghe pagine gli indagati discutono, apparentemente, di orari. Ma di orari non si tratta: «Quando parlano di ‘lunedì alle ore 9’ vuol dire tutto tranne che ‘lunedì alle ore 9’. Si parla evidentemente di spartizione di soldi, con il coinvolgimento di Campitelli». Ecco perché: «Tra Di Nicola e Di Giuseppe c’è un lungo tira e molla su questo orario e poi si parla di una ‘Colazione che accontenti tutti quanti’. Cosa è successo: è stata stabilita una variazione rispetto a quanto concordato tra le parti. Il ‘che accontenti tutti’ significa ‘l’importante è che non ci siano altre pretese e che alla cifra pattuita vengano accontentati tutti’. Poi viene citato un ‘padrone del ristorante’ e Di Giuseppe addirittura parla del suo ‘capo’. Il riferimento credo sia fuori di dubbio». 

L’ultima bordata del sostituto procuratore si rifà all’audizione di Barghigiani: «A confermare la presenza di Campitelli al casello autostradale non sono le nostre supposizioni ma proprio il direttore sportivo del Savona». Non a caso, è esemplare anche la pena richiesta per lui: inibizione di 5 anni e ammenda di 80mila euro. Qui ci sarebbe da discutere a lungo sul fatto che il provvedimento sia uguale alla pena comminata martedì a Pulvirenti, presidente del Catania reo di aver comprato senza alcun imbarazzo ben cinque partite dello scorso torneo di serie B. Col senno di poi, forse, anche a Campitelli sarebbe convenuto confessare. Ormai, però, il dado è tratto.

LEGGI LE NEWS DE IL RESTO DEL CARLINO

Le quadrelle 

Precedente Scoperto canile lager: il titolare prendeva soldi dai Comuni Successivo Uomo trovato morto dopo volo da finestra: Cc, è un suicidio