Teramo in D, l’avvocato Chiacchio: «Sentenza violenta». Grassani: «Giusto così»

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Ascoli, 21 agosto 2015 – Sulla Teramo sportiva si è abbattuta una vera e propria bomba atomica. In un sol colpo il tribunale federale nazionale ha distrutto l’entusiasmo di una città, del tutto incolpevole rispetto a quanto accaduto, che per la prima volta si affacciava nel calcio nazionale di un certo livello. La serie B: l’anticamera del ‘pallone che conta’. Non solo, in un men che non si dica il centro abruzzese si è ritrovato dal professionismo al ritorno tra i dilettanti, da cui si era tirato fuori da poco e dove ora è atteso dalle sfide con i paesi dell’entroterra e i cugini di Giulianova, ieri scatenati nei festeggiamenti.

Una Hiroshima sportiva che probabilmente lascerà il segno per decenni in una città già non esattamente passionale verso la sua squadra di calcio. Le ultime flebili speranze di tornare almeno in Lega Pro sono affidate al secondo e ultimo grado di giudizio, previsto tra venerdì 28 e lunedì 31 agosto. Queste le parole del legale degli abruzzesi Eduardo Chiacchio: «Rispetto la sentenza ed i giudici, ma è stata scritta una delle pagine più buie della giustizia sportiva: ricorreremo immediatamente in appello per vedere completamente riformata questa sentenza. Nei confronti del Teramo è stata irrogata una sanzione di una violenza inaudita, equiparabile a quella dello scandalo della famosa valigetta del Genoa, solo che nel caso dal presidente Campitelli non esiste nessuna valigetta, nessun contatto, nessun accusatore, nessuna intercettazione e perfino nessun calciatore coinvolto. Eppure in assenza anche di uno straccio di prova, con una succinta motivazione che non prende neppure in esame tutte le poderose ed esaustive argomentazioni sviluppate e documentate dalla difesa, è stata irrogata una sanzione che cancella dal calcio una società e una città». In proposito si può aggiungere che le «poderose ed esaustive argomentazioni presentate», in realtà, sono apparse fin da subito ‘irresistibili’ solo al Teramo e ai suoi legali: la fragilità delle versioni dei due testimoni abruzzesi al dibattimento, sottolineata dalla diretta online del Carlino, è stata confermata in pieno dalla commissione giudicante che, anzi, ieri ha detto senza mezzi termini di aver rafforzato i propri convincimenti di colpevolezza proprio grazie alle loro dichiarazioni.

Queste le parole di Grassani, avvocato dell’Ascoli, a commento della sentenza: «Credo che il segnale sia stato importante. Gli ultimi illeciti riguardano una serie impressionante di incontri dalla B alla D che sono stati accertati come alterati. È l’occasione giusta per voltare pagina ed espellere dal sistema calcio faccendieri, mestieranti e taroccatori. L’Ascoli era più che convinto delle proprie ragioni e in questo modo è stata fatta giustizia».

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