Terremoto in Nepal, Giuseppe e Gigliola si trovano a Langtang: nessun contatto da due giorni

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 27 aprile 2015 - Due speleologi anconetani non danno notizie da sabato mattina e si teme per la loro vita dopo il tremendo terremoto che ha colpito il Nepal. Ore d’ansia per due famiglie del capoluogo, quella di Giuseppe ‘Pino’ Antonini, 53 anni, e quella di Gigliola Mancinelli, 52 anni. Il primo è esperto speleologo e tecnico di elisoccorso, la seconda oltre ad essere appassionata di speleologia è medico del reparto di anestesia e rianimazione all’ospedale cardiologico Lancisi. Gli anconetani erano partiti con altri due esperti del Soccorso alpino il 15 aprile e contavano di rientrare il 3 maggio, dopo aver esplorato due canyon. Quando in Nepal si è registrata la scossa più violenta, tutti e quattro erano nel villaggio di Langtang, travolto da una tremenda valanga. Stanno bene e domani saranno a Kathmandu, l’avvocato Francesco Tardella, 53enne di Ancona, e le senigalliesi Claudia Greganti e Tiziana Cimarelli. Hanno visto la morte in faccia ma, anche se la jeep sulla quale viaggiavano è stata schiacciata dai massi di una frana, sono usciti tutti e tre illesi dall’incidente. Altri due anconetani, Giancarlo e suo figlio Edoardo Giuliani, ieri in serata, erano invece in aeroporto a Kathmandu, pronti a rientrare a casa. Per loro, esperti del Cai e grandi appassionati di queste zone, una vacanza tra le le vette più alte. Sabato mattina ai piedi dell’Himalaya, avevano scelto il villaggio Namche Bazar a 3.440 metri di altitudine. Poi l’inferno e la corsa in aeroporto. 

«Pino non può dirsi disperso, ma le comunicazioni in alcune zone del Nepal sono interrotte e non siamo ancora riusciti a metterci in contatto con lui». A parlare è Roberto, fratello di Giuseppe ‘Pino’ Antonini, lo speleologo anconetano del Soccorso alpino delle Marche che non dà notizie di sé da sabato mattina alle 7.30, quando ha parlato con la sua compagna, Paola Santinelli, anche lei appassionata di speleologia, rimasta in Italia. Dopo quell’ultima telefonata il villaggio di Langtang, dove Antonini si trovava, si è trasformato in un inferno di rocce e fango, perché travolto da un’enorme frana. «Giuseppe aveva un telefono satellitare – aggiunge Roberto – ma da sabato risulta irraggiungibile». «Sono stata contattata dalla Farnesina – aggiunge la madre di Antonini – e l’Unità di crisi ci ha spiegato che in quella zona del Nepal le comunicazioni sono interrotte. Per raggiungere una zona in cui è possibile prendere la linea dovrebbero affrontare un giorno di cammino. Sono molto preoccupata ma non dispero di avere notizie».

Ieri in serata, però, lo speleologo anconetano non aveva ancora preso contatti con i suoi familiari. Giuseppe Antonini è specializzato in operazioni di grotta e forra. E’ direttore della Scuola forre del Soccorso alpino e tecnico di elisoccorso. Con lui c’era anche Gigliola Mancinelli, 52 anni, madre di due figli, medico del reparto di anestesia e rianimazione dell’ospedale cardiologico Lancisi di Ancona ma anche tecnico speleologo, tanto che tre volte al mese prestava servizio all’elisoccorso di Fabriano.

«Sapevamo che era partita per il Nepal e che sarebbe stata in ferie fino a maggio – dicono i colleghi del blocco operatorio del Lancisi – ma abbiamo saputo dai media che anche lei è tra le persone disperse». «Mi aveva chiesto di sostituirla fino a maggio – aggiunge il dottor Germano Rocchi, direttore del servizio di elisoccorso – dove prestava servizio tre volte al mese. Oltre ad essere anestesista esperta, Gigliola è anche appassionata di speleologia e quindi è la prima a raggiungere il luogo dei soccorsi, perché può calarsi dall’eliambulanza con il verricello. Quando nel 2009 abbiamo istituito il servizio di elisoccorso a Fabriano, è stata lei uno dei due medici anestesisti del Lancisi entrati subito nel team. C’era anche Antonini, tecnico di elisoccorso».

«Sono entrambi speleologi esperti – dicono dal corpo del Soccorso alpino delle Marche – e sicuramente ora staranno assistendo la popolazione colpita dal sisma e non possono rassicurare i familiari perché nella zona le comunicazioni sono interrotte». I due anconetani erano partiti insieme a Giovanni ‘Nanni’ Pizzorni, 52enne di Genova, uno dei torrentisti più noti a livello nazionale insieme all’altro disperso, Oscar Piazza. E’ anche formatore della scuola specializzata per questa pratica e vicedirettore della Aic Canyoing del Cai di Genova. Piazza, della Scuola nazionale tecnici, è anche vice direttore della Scuola nazionale forre.



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