Terza corsia A14, Porto San Giorgio teme di restare isolata

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

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Fermo, 16 gennaio 2016 – Sede della Provincia, tutti nella sala del Consiglio per la firma dell’accordo di programma. Il presidente Aronne Perugini apre la cartina, la mostra al presidente della Regione, Luca Ceriscioli. Il nuovo ospedale del resto è un’idea di futuro, non solo una prospettiva per la sanità di un territorio intero. Per la Regione è un progetto strettamente legato alla realizzazione della terza corsia dell’autostrada fino a Pedaso, per ottenere risorse e opere compensative, strade di collegamento e una viabilità adeguata.

Lo ha sottolineato l’assessore Cesetti: «Il tutto va inquadrato con le altre opere che sta appaltando la Provincia per il prolungamento della variante Molini e con la terza corsia fino a Pedaso, che il presidente Ceriscioli ha già chiesto al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, con un documento consegnato il 20 luglio scorso. Se riusciremo ad riaprire questa vicenda e a realizzarla, questo territorio sarà interessato da opere compensative, tra le quali la Lungo Tenna, che consentirà di arrivare al polo ospedaliero via autostrada (casello di Porto Sant’Elpidio), oltre che via Mezzina (da Civitanova Marche)».

C’è sempre in piedi il problema del Comune di Porto San Giorgio, da sempre contrario alla terza corsia. Il sindaco Nicola Loira, pure presente all’incontro per la firma dell’accordo di programma sul nuovo ospedale, ha sottolineato che è proprio Porto San Giorgio rischia di pagare le conseguenze più pesanti. Il nosocomio a Campiglione, la Lungo Tenna come opera compensativa che può diventare il primo tratto della Mare-Monti e altre possibili opere compensative rischiano di spostare il baricentro della provincia verso l’alto Tenna.

Pertanto, una discussione concreta sul progetto va fatta tenendo conto delle esigenze dei cittadini sangiorgesi e di opere compensative che dovranno essere realmente utili alla cittadina rivierasca, comprendendo anche interventi per migliorare viabilità e struttuta della zona dell’Ete vivo.

Cesetti ha ribadito: «E’ chiaro che le conseguenze più importanti sono per Porto San Giorgio che comunque avrebbe anche dei vantaggi dalla terza corsia, se non altro in termini di decongestionamento della statale. Lavoreremo su prospettive adeguate, sarà la stessa Porto San Giorgio a decidere quali misure devono essere prese. Dobbiamo però crederci tutti quanti, è una nuova sfida che on possiamo perdere».  

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