Tesori spariti, suora indagata Giallo al monastero di Camerino

IL BORGHIGIANO 2013

I preziosi varrebbero tra i 60mila e i 100mila euro: l’accusa è ricettazione. Nei guai anche antiquario lauretano

FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Una suora

Ancona, 13 settembre 2013 – TABERNACOLI, quadri, ostensori, crocifissi, inginocchiatoi: circa duecento oggetti e arredi sacri sono spariti dal monastero delle sorelle povere di Santa Chiara, a Camerino. E per questa non tanto misteriosa sparizione, sono indagate tre persone: una religiosa delle clarisse, una restauratrice di Tolentino e un antiquario di Loreto. Le accuse per loro sono ricettazione e alienazione illecita di beni culturali.

DOPO AVER ricevuto una segnalazione, sulla vicenda hanno indagato i carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio artistico di Ancona, guidati dal capitano Salvatore Strocchia. Dopo aver effettuato alcuni approfondimenti, tra luglio e agosto i militari hanno recuperato e sequestrato praticamente tutto il materiale sparito, ritrovandolo in negozi e appartamenti privati del Maceratese, dell’Anconetano, ma anche altrove, visto che i venditori avevano partecipato ad alcune fiere di antiquariato in tutta Italia; alcuni arredi sono stati bloccati prima che venissero spediti all’estero. All’elenco — fatto controllando l’inventario delle clarisse — mancano ancora solo quattro o cinque oggetti, di cui però si conosce già la collocazione, e che saranno recuperati quanto prima.

IN PRATICA, secondo l’accusa formulata dal sostituto procuratore Tullio Cicoria di Camerino, dal monastero di clausura sarebbero stati venduti quadri e oggetti sacri e d’arredo. Tutto materiale che però, per legge, non può essere venduto, perché di proprietà ecclesiastica. Gli oggetti, al momento del pagamento, sarebbero stati sottostimati e pagati poche migliaia di euro; in realtà si tratta di cose che, senza restauro, possono valere tra i 60 e i centomila euro, e dopo il restauro anche molto di più.

ORA I CARABINIERI, dopo aver messo sotto sequestro il materiale sottratto al monastero, stanno ricostruendo la vicenda per capire le responsabilità effettivamente attribuibili ai singoli accusati, la cui posizione è, al di là dell’iscrizione al registro degli indagati, ancora da vagliare. I tre verranno anche seguiti dai carabinieri del Nucleo tutela del patrimonio artistico, e potranno dare così la loro versione dei fatti.
L’intervento dei militari specializzati ha bloccato una spoliazione del convento che, a quanto sembra, era già iniziata da qualche tempo.

Paola Pagnanelli

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