Tifosi nel mirino, Castelli: "Niente lezioni da Livorno"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –

IL BORGHIGIANO 20142015

Ascoli Piceno, 31 dicembre 2015 - «I cori allo stadio di Livorno non sono di nostra competenza» Così il questore Della Cioppa sul caso della lettera di protesta inviata dal sindaco Nogarin al ministro Alfano e ai vertici calcistici contro i cori dei tifosi bianconeri.

«I rapporti con la tifoseria dell’Ascoli, forse la più appassionata e costante che io abbia mai visto, sono al momento ottimi», ha aggiunto. In risposta al sindaco toscano è intervenuto però il collega ascolano Guido Castelli. «Ferma restando la più assoluta e ferma condanna di ogni espressione razzistica e o antisemita che venga pronunciata dentro o fuori gli stadi calcistici – ha scritto Castelli in una nota –, non posso che sorprendermi per la recente iniziativa del collega Nogarin.

Vorrei sapere se il sindaco di Livorno, oltre che rimbrottare i tifosi dell’Ascoli, abbia mai assunto analoghe iniziative nei confronti della tifoseria livornese che, non solo in occasione della partita con l’Ascoli, ma in maniera costante è solita inneggiare alle foibe, fischiare l’inno d’Italia, bruciare bandiere tricolore e vilipendere la memoria dei martiri di Nassiriya.

Da quel che mi risulta, per quanto riguarda la partita Livorno-Ascoli, il delegato della Lega ha condannato e censurato esclusivamente la tifoseria livornese responsabile tra l’altro del lancio di almeno tre bombe carta in prossimità della porta dell’Ascoli Picchio. Il portiere dell’Ascoli in effetti è rimasto anche stordito per via di queste bravate pirotecniche dei livornesi. Nogarin si sofferma sugli errori altrui ma omette la benché minima censura verso la tifoseria amica che certamente non è immune da gravi responsabilità».

 

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