Torre di Palme, scuole addio: famiglie in rivolta

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
Il Borghigiano Il Resto del Carlino

Torre di Palme (Fermo), 9 settembre 2014 – Ci sono luoghi belli, posti nei quali si arriva e si respira, si guarda il mare e la pace che c’è. Torre di Palme è un posto così, un paese ma in realtà una parte integrante della città di Fermo, come fosse il balcone di casa, quello bello, vista mare. La scuola materna è proprio all’inizio di tutto, accanto alle medie, c’è il giardino davanti e i giochi dei bambini che fino all’anno scorso ci hanno giocato e sono cresciuti. Dentro, non ci sono più le sedie e se ne stanno andando i giocattoli, il trasloco è già cominciato e da qui si va a Salvano.

Ieri gli operai del Comune hanno caricato il possibile su un furgoncino e hanno portato via, davanti alla scuola alcuni dei genitori coinvolti a guardare sconsolati. Luigi Ameli racconta di essere stato pure lui all’asilo in quei locali: “Un luogo bellissimo con tanto spazio, una scuola eccellente che oggi si smantella senza tanti complimenti. E pensare che il sindaco, alla presenza della dirigente scolastica, dell’assessore ai servizi sociali e del consigliere di zona Diomedi aveva assicurato che la scuola sarebbe rimasta, anche con 15 bambini, con un trasporto scolastico assicurato. Tutto smentito, come del resto ha smentito la promessa di venire quassù ogni 15 giorni per ascoltarci e coinvolgerci nelle cose della città. Non siamo considerati per niente e le decisioni prima le prendono e poi ce le comunicano, se va bene, altrimenti vanno avanti da soli lo stesso. A questo punto vogliamo un incontro col sindaco perché ci spieghi per quale motivo promette delle cose che sa già di non poter mantenere”.

Intanto Jacopo gioca nel giardino di quella che è stata la sua scuola, è stato qui per due anni e il suo terzo anno di materna ancora non sa dove dovrà farlo. “Non ci hanno chiamati per l’assemblea dei genitori convocata per l’11 settembre, spiega il papà di Jacopo, Virgilio Antonelli, io andrò a scuola a chiedere dove intendono portare mio figlio e se ha le condizioni di sicurezza per star tranquillo. Mi hanno detto che avrò il pulmino, dovrei mettercelo sopra alle 7 e 40 del mattino quando la scuola per lui comincia alle 9 e lasciarlo dunque con la bidella per oltre un’ora. Qui è mancata proprio la volontà di tenere aperta la scuola, già a gennaio le iscrizioni non erano più possibili e nessuno ci ha spiegato il motivo di questa scelta”.

Andrea Lamponi ha il prospetto con i numeri degli iscritti: “In ogni classe a Salvano siamo oltre il numero massimo degli iscritti, per il terzo anno siamo 3 oltre il massimo consentito, ci hanno detto che avrebbero fatto lavori di adeguamento. Ma perché spendere per i lavori quando qui la scuola c’è ed è ottima? Con gli spazi più che adeguati? Perché non portare quassù i bambini di Marina Palmense invece di costringerli a Salvano? Noi chiediamo sicurezza e vogliamo chiarezza assoluta. Mio figlio, che deve fare il secondo anno, era stato in realtà conteggiato con il terzo anno e non ho ancora capito il perché. Mi è arrivato la tariffa per l’eventuale trasporto scolastico, il figlio più grande, che da Marina Palmense va a Salvano alla primaria paga come l’anno scorso, 185 euro, quello piccolo, che ovviamente vive nella stessa casa del primo, paga 195, stessa distanza, per andare in un’aula dove non potrebbe stare perché è troppo affollata. In una zona peraltro considerata a rischio inquinamento industriale”.

Intanto Torre di Palme perde tutto: “Di Ruscio in qualche maniera si è sempre battuto perché non si perdessero servizi, spiega il consigliere comunale Mauro Torresi, appena arrivata l’Amministrazione Brambatti ha lavorato nella direzione opposta, a togliere, a cancellare questa storia come se Torre di Palme fosse un altro comune. Io credo che davvero sia il tempo di dire basta, oggi siamo ad assistere all’ennesimo furto e il sindaco manda gli operai a Salvano a fare i lavori e qui a traslocare. Siamo all’assurdo”. “Un dormitorio, spiega Marcella, storica titolare della pizzeria, siamo rimasti quattro gatti, d’inverno ci conviene chiudere, d’estate ci salviamo solo perché qui è troppo bello di per sé ma per il resto siamo soli e abbandonati da tutti”.



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