Tra ombrelloni e colossi

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
IL BORGHIGIANO 20142015

Ancona, 22 febbraio 2015 - C’era una volta la Soprintendenza ai Beni monumentali che fece sloggiare tutti i dehors di corso Mazzini perché un paio di ombrelloni oscuravano la Fontana delle Tredici Cannelle (che ricordiamo non è quella di Trevi). C’è ora invece la Soprintendenza ai Beni archeologici che ha dato una prima indicazione negativa al progetto, per ora racchiuso solo in un simpatico rendering, che porterebbe le grandi navi da crociera a meno di 40 metri dall’Arco di Traiano (qualcosa che risale al secondo secolo dopo Cristo) col conseguente e inevitabile rischio per inquinamento e vibrazioni. C’è dunque da sorprendersi se anche stavolta è arrivata la frenata da parte di chi ha il compito di tutelare i nostri tesori? Noi diciamo di no.

Sorprende piuttosto l’atavica improvvisazione di chi ha avuto la bella idea di restituire l’amato porto alla città liberandone e abbellendone gli spazi, ma che pensa di incassare il via libera della Soprintendenza (sempre quelli che non amano gli ombrelloni sulle fontane) su un progetto improvvisato e appena schizzato sopra un rendering addirittura naif in certi suoi dettagli. Insomma, per farla semplice: se non vanno bene gli ombrelloni potranno andare bene i colossi del mare?

Ma c’è un altro eterno errore oltre a quell’atavica improvvisazione che dicevamo in apertura e che stavolta non va fatto: la storia di Ancona è disseminata di occasioni perse, di opportunità gettate al vento, di paura del nuovo davanti a un enorme potenziale (ah, quante volte l’abbiamo sentita questa) che puntualmente è andato a sbattere contro il muro delle polemiche che da una parte ci fa piangere addosso e dall’altra fa solo interessi di parte. No, stavolta no: quel nuovo terminal è un’opportunità non per i turisti che arriveranno, ma per gli anconetani che potranno riprendersi una parte di città, la più bella, per troppo tempo abbandonata a se stessa e all’improvvisazione di chi, questa volta, non può permettersi di sbagliare. Si faccia un progetto serio e professionale e il sì della Soprintendenza arriverà. Altro che ombrelloni.



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