"Tragedia evitata per puro caso, ora ho paura"

IL BORGHIGIANO
Fonte Il Resto del Carlino –
FONTE IL RESTO DEL CARLINO

Porto Sant’Elpidio, 18 novembre 2014 – «Di sicuro non è un gesto che arriva dal nulla. Credo sia normale che dopo essermi ritrovata con la macchina bruciata sotto casa possa pensare che dietro l’episodio ci sia qualcosa». Parole di Rosa Di Lella, la titolare del bar ‘Delirium Bikers Caffè’ e proprietaria della Toyota Corolla che nella notte tra sabato e domenica (verso le 3) è stata data alle fiamme in via Albania, a Porto Sant’Elpidio, proprio sotto la sua abitazione. Con grande disponibilità la barista ha accettato di raccontare il suo stato d’animo all’indomani dell’inquietante fatto che suo malgrado l’ha vista protagonista.

«Sono rientrata dal lavoro intorno alle due e non mi sono accorta di niente – racconta –. A svegliarmi poco dopo le 3.30 è stato il suono del citofono della porta dell’appartamento e quando sono scesa, la macchina era stata già stata praticamente spenta dai vigili del fuoco». «È una cosa che terrorizza – continua – perché oltre al gesto in sé fatto nei miei confronti, è stata una pura casualità che non si sia verificata una tragedia. Quella sera infatti, come in altre occasioni, ho parcheggiato dove ci sono meno auto in sosta, perché la mattina sono quella che esce prima di casa. Ma se avessi lasciato la mia automobile vicino alle altre, sarebbe stato un disastro, perché le fiamme, oltre alle automobili circostanti, avrebbero coinvolto anche gli appartamenti al primo piano della palazzina».

Ha idea di chi possa aver compiuto il gesto?

«Dentro di me ci sono molti interrogativi e sto ripensando a tutto quello che è accaduto privatamente e professionalmente negli ultimi mesi – risponde la Di Lella –. Ci sono delle indagini in corso, ma posso escludere la pista della gelosia. Ho avuto una storia finita un anno e mezzo fa perché lui aveva un’altra donna e quindi non si può parlare di gelosia. Inoltre non sono mai stata vittima di stalking passionale. Di sicuro, chiunque l’abbia compiuto, è un gesto di disperazione. Possiamo essere simpatici o antipatici a qualcuno, screzi affettivi o negli affari ci possono essere, ma la gente deve capire che ci sono altri mezzi per risolvere le cose». La vicenda ha chiaramente turbato la giovane barista, che lancia un appello all’autore del fatto: «Lasciatemi andare a casa tranquilla la notte. Lavoro fino a tardi e abito da sola. Ho una persona al mio fianco, ma abitiamo ognuno per conto proprio. Lavorativamente abbiamo orari totalmente diversi e non riesce a rimanere con me fino a quando chiudo il bar». A rasserenarle l’animo è arrivato l’affetto di amici e clienti: «Ieri (domenica, ndr) ho tenuto aperto e le decine di persone che sono passate al bar mi hanno distratto e dato tanta forza».



 

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